

A Roma le donne sacrificavano e banchettavano nel Campo Marzio sotto un caprifico. Il latte ricavato dalla pianta era usato per il sacrificio. Partecipavano alla festa in onore di Giunone Caprotina (chiamata anche ancillarum feriae) anche le schiave. Queste si colpivano a vicenda con un ramo di caprifico, si lanciavano sassi e beffavano i passanti. Le beffe ai passanti fecero credere che la festa fosse residuo di antichi usi della mietitura. Altre cerimonie la collegano a riti magici atti ad aumentare la fecondità delle donne.
Gli antichi spiegarono l’origine della festa con la leggenda di Tutela o Filota. Essa, avendo i popoli confinanti imposto con le armi ai Romani la consegna di matrone e fanciulle, suggerì di consegnare lei stessa e altre schiave vestite da libere. Una volta all’interno del campo nemico, nel cuore della notte, salita su un caprifico, diede ai Romani il segnale convenuto perché piombassero sui nemici dormienti dopo l’orgia.
LASCIA UN ‘LIKE’ ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
DIVENTA UN NOSTRO FOLLOWER ANCHE SU TWITTER
(Adnkronos) - Sono passati sette anni dal 7 agosto 2019 quando Fabrizio Piscitelli, leader degli… Leggi tutto
(Adnkronos) - Due stabilimenti sono stati sequestrati a Ostia. Si tratta di un'attività congiunta eseguita… Leggi tutto
(Adnkronos) - Si terranno sabato a Roma i funerali di Luigi Cavallari, marito della ministra… Leggi tutto
Roma è nuovamente sotto i riflettori per lo sgombero di Spin Time, un centro sociale… Leggi tutto
Una serata di svago si è trasformata in un incubo per una donna di 40… Leggi tutto
La Lazio sta vivendo un momento di grande fermento, tanto in campo quanto sul mercato.… Leggi tutto