

Abebe Bikila alla conquista di Roma. Sergente della guardia del Negus, giunse alle Olimpiadi da perfetto sconosciuto. L’atleta africano riuscì ad arrivare primo all’arco di Costantino, dove era stato posto il traguardo finale della maratona, stabilendo anche il nuovo record olimpico (2h15’16″2). E, come detto, riuscì a compiere l’impresa scalzo. Alcune versioni della vicenda riportano che le scarpe fornite dallo sponsor erano scomode, altre che fu una precisa scelta tecnica concordata con il suo allenatore, lo svedese (di origine finlandese) Onni Niskanen. Bikila divenne il simbolo dell’Africa che si liberava dal colonialismo europeo conquistando la prima medaglia d’oro olimpica del continente africano. Per l’occasione gli venne intitolato lo stadio di Addis Abeba.
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