

Il 21 ottobre del 1144 viene ufficialmente istituito il Comune di Roma. Il documento siglato dalla formula “Senatus Populusque Romanus” definisce l’ organico del Comune come “Renovatio Sacri Senatus”. E così sarà fino al ripristino del governo pontificio. Vengono istituite le varie cariche, tra le quali si impone quella del “patricius” con poteri simili a quelli del futuro sindaco. Al suo fianco cinquanta senatori, che entrano in carica il primo novembre con carica annuale. Di questi, quaranta senatori ordinari e dieci consiliari. Questi ultimi costituiscono l’esecutivo del consiglio, badando ai problemi urbanistici, come i mercati, l’organizzazione della milizia cittadina, la riparazione delle mura e la viabilità. Il consiglio dispone di una segreteria guidata da uno “scriba”, detto anche “scriba senatus”, incaricato dell’estensione delle decisioni consiliari.
Nel frattempo si è provveduto a costruire le prime strutture di un edificio sovrapposto al Tabularium destinato all’assemblea del Senato. La nuova magistratura avrà un suo sigillo e batterà moneta, sostituendo l’ unità monetaria papale, il denaro d’argento, con il soldo d’argento, sul quale verrà incisa l’iscrizione Roma Caput Mundi o SPQR. In seguito anche il nome del patricius. I documenti e le sentenze verranno resi pubblici dagli “scrinarii” in veste di notai. A loro fanno seguito gli ufficiali comunali, ovvero il “senescalcus”, il “vestararius”, gli “judices palatini” e gli “assectatores”, ovvero gli assessori che siedono nella sala conciliare chiamata “assectamentum”.
Il primo “patricius” eletto è Giordano Pierleoni, fratello del defunto Anacleto II. Il territorio della città non è più suddiviso in “Regiones” ma in Rioni, nel numero di dodici, il primo dei quali è Monti. Ancora sono esclusi Trastevere e l’isola Tiberina. I Frangipane tengono sotto controllo le zone del Circo Massimo, del Colosseo e degli antichi archi, sui quali hanno costruito le loro roccaforti nei rioni Monti e Ripa e il papa gli dà ufficialmente il possesso del relativo territorio di Roma. Ma Lucio II diventa coraggioso e il 15 febbraio del 1145 decide di organizzare un esercito, sempre con l’aiuto dei Frangipane, e andare all’assalto del Campidoglio. Viene ferito alla testa da una pietra tirata dall’alto delle mura e muore nel convento di San Gregorio al Celio.
Seguono le varie vicissitudini regolate da Federico Barbarossa in difesa del papa, tra il 1152 e il 1155, a fronte di Arnaldo da Brescia che predica la secolarizzazione dello stato della Chiesa diventando un autentico teorico del Comune. Ma Barbarossa pur di essere incoronato imperatore consegna Arnaldo a papa Adriano IV. Arnaldo finisce impiccato, bruciato e con le ceneri gettate nel Tevere, è lui l’autentico martire del Comune. Che però si rinforza con l’ennesima rivolta popolare nel 1191 sotto papa Celestino III e arriva alla nomina di un senatore unico coadiuvato da un consiglio di anziani. Questo anche se la nomina è oggetto di contese baronali guelfe e ghibelline, con intromissioni anche esterne.
Ma dal 1393 la nomina diventa pontificia e perde il suo potere autonomo, anche per l’avvento di altre due magistrature: i conservatori, che badano all’amministrazione municipale ed esercitano la giustizia, e i caporioni, che controllano la vita sociale ed economica dei rioni. Vengono istituiti il tredicesimo rione, Trastevere, all’inizio del Trecento e il quattordicesimo, Borgo, nel 1586. Ai rioni erano preposti i Caporioni, eletti dalla nobiltà fino al 1751, e poi di nomina papale, sostituiti nel 1800 dai Presidenti. Tutte cariche subordinate agli organismi dello Stato Pontificio operanti in Curia con identiche competenze. Cariche più rappresentative che efficienti.
Così sarà il Comune fino alla riforma operata da Pio IX con il motu proprio del 1 ottobre del 1847 che istituisce un consiglio di 100 membri, 1 senatore e 8 conservatori. Questa struttura resta in funzione fino all’ammissione di Roma all’Italia, che vedrà insediarsi in Campidoglio un consiglio municipale, una giunta di assessori e il sindaco. Nel 1874 il rione Monti è diviso e nasce l’Esquilino, come quindicesimo rione. Vengono poi sdoppiati altri rioni e ne sorgono di nuovi come il Ludovisi, dalla lottizzazione della villa, e il Prati, l’unico fuori della cerchia muraria, così che si arriva al numero definitivo di 22. Il territorio della Città del Vaticano viene definito distaccandolo dal Borgo.
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