

Sono ben 22 le imbarcazioni affondate nel bacino del Tevere tra la diga di Castel Giubileo e la foce. Alcune di queste dislocate nel centro storico e in prossimità di ponti. A rivelarlo è il primo Rapporto sullo stato del bacino del Tevere presentato a Roma dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale in collaborazione con Protezione civile e Ispra agli Stati Generali del Tevere. Imbarcazioni di tutti tipi, dalle più piccole dedicate al canottaggio a chiatte di diversi metri che ospitano ristoranti e locali di intrattenimento. Filippo Marini, comandante della Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino, ha rivelato: “È stata rimossa poco tempo fa a spese dei proprietari una nave di 35 metri semiaffondata. Inoltre si è proceduto anche alla rimozione di parti di un impianto galleggiante, avendo sempre grande attenzione al rispetto della cura ambientale perché non ci sia dispersione nelle acque di materiale inquinante. I sommozzatori del secondo nucleo di Napoli della Guardia Costiera hanno ispezionato ieri due relitti a Fiumicino e altri due sono in fase di ispezione in queste ore. A novembre si interverrà su cinque relitti che necessitano di una rimozione più immediata”.
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