MAFIA CAPITALE Arrivate le motivazioni della sentenza per Buzzi e Carminati. I due, scrivono i pm, “ebbero contatti ed esercitarono pressione per le nomine e i posti chiave dell’amministrazione Capitolina, avendo interesse alla elezione e alla collocazione di soggetti affidabili nei ruoli decisionali“. La sentenza, da parte della Terza Corte d’Appello di Roma è arrivata la scorso settembre, riconoscendo il carattere mafioso del sodalizio guidato dall’ex Nar e dal ‘ras delle Cooperative’. “Gli interventi per posizionare in ruoli strategici persone gradite – prosegue il documento – sono significativi della forza prevaricatrice dell’associazione nei confronti dei pubblici amministratori, mentre l’eliminazione dei personaggi scomodi e non graditi e’ una forma di prevaricazione esercitata anche nei confronti degli imprenditori“.”Buzzi – aggiungono inoltre i magistrati – in alcune situazioni di contrasto o difficolta’ chiese espressamente l’intervento di Carminati per la sua forza di convincimento riconosciuta all’esterno. Carminati si inseriva quindi nel mondo imprenditoriale quando l’attivita’ corruttrice di Buzzi non era sufficiente assicurandogli la soluzione dei casi piu’ difficili e rilevanti con una provvista di violenza e capacita’ criminali“.
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