

L’Ara Pacis si trova nel punto di Campo Marzio consacrato alla celebrazione delle vittorie. Lontana esattamente un miglio dal pomerium, il limite della città dove al ritorno da una impresa militare un console si spogliava dei poteri militari e riprendeva possesso di quelli civili. All’esterno dell’Ara si trova un recinto su un grande basamento marmoreo suddiviso in due ordini decorativi: quello inferiore vegetale, superiore figurato. Ai lati dei due ingressi sono rappresentate scene mitiche e, sugli altri lati, un corteo di personaggi. Alcuni credono che il corteo rappresenti il reditus di Augusto, l’accoglienza tributata al princeps al ritorno dal suo soggiorno in Gallia e in Spagna.
Altri invece che rappresenti l’inauguratio della stessa Ara Pacis, la cerimonia con cui si procedette a delimitare e consacrare lo spazio dove sarebbe sorto l’altare. L’interno del recinto è diviso in due registri decorativi separati da una fascia a palmette. Nella parte inferiore la decorazione riproduce le assi di legno del recinto che delimitava lo spazio sacro. In quella superiore un motivo di festoni e teschi animali intervallati da coppe rituali. L’Ara è composta da un recinto che racchiude la mensa, l’altare sul quale si offrivano le spoglie animali e il vino e che occupa quasi interamente lo spazio nel recinto, dal quale è separato da uno stretto corridoio. Curiosità: si suppone che i frammenti del fregio dell’altare raffigurino il sacrificio alla Pax Augusta che il Senato aveva decretato si celebrasse ogni anno, il 30 gennaio, nella ricorrenza della consecratio dell’altare.
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