

LIVE CONFERENZA TOTTI Dal Salone d’Onore del Coni, a Roma.
“Innanzitutto ringrazio il presidente Malagò per avermi dato questa possibilità in questo posto bellissimo. Alle 12.41 del 17 giugno 2019 ho mandato al CEO della Roma dove ho scritto un po’ di parole per me immaginabili. Ho dato le mie dimissioni dalla AS Roma. Speravo che questo giorno non arrivasse mai, invece è arrivato questo giorno brutto e pesante. Credo sia stato doveroso e giusto. Non ho avuto mai la possibilità di poter lavorare sull’area tecnica con la Roma. Ci deve essere la Roma davanti a tutti, squadra da amare e a cui bisogna sempre star vicini. Oggi non ci devono essere fazioni pro Totti o pro Baldini, ma solo amore per la Roma. Come ho sempre detto, presidenti, allenatori e giocatori passano, le bandiere no. Non è stata colpa mia questa decisione. Non so più che dirvi“.
“No, mai. La Roma è la mia seconda casa, se non la prima. Questa mia scelta è stata difficilissima perchè la mia volontà era portare ad altissimi livelli questa squadra e questi colori in tutto il mondo”.
“Non è stata mia perchè non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non sono mai stato coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno ci poteva stare, ma dal secondo sapevo cosa fare. Non ci siamo mai trovati, loro conoscevano le mie intenzioni e la mia voglia, loro non hanno mai voluto tenendomi fuori da tutto”:
“Io alla gente di Roma posso dire solo grazie. Grazie per come mi hanno trattato, sempre con reciproco rispetto, dentro a fuori dal campo. Posso solo dire di continuare a tifare Roma, che per me rimane la squadra più importante del mondo. Vederla in difficoltà mi rattrista, perchè Roma e Roma e i suoi tifosi sono diversi da tutti gli altri. La passione che mettono per questa squadra non ha eguali. Questo è un arrivederci, non un addio. E’ impossibile vedere Totti fuori dalla Roma, da romanista non può succedere. Adesso prenderò altre strade, ma al momento giusto, se un’altra proprietà punterà forte su dime, sarò sempre pronto”.
“In questo momento ci sono tante cose che potrei fare. Sto valutando in maniera tranquilla e questo mese continuerò a valutare le offerte sul piatto. Se prenderò una decisione sarà quella giusta. Non sono qui per indicare colpevoli: è stato fatto un percorso che non è stato rispettato e alla fine ho fatto questa scelta”.
“Tutti sappiamo che da calciatore hanno voluto che io smettessi. Da dirigente avevo un contratto di sei anni. Sono entrato in punta di piedi, in un ruolo completamente nuovo. Di promesse ne ho ricevute tante, ma non sono state mantenute. Con il passare del tempo ho fatto le mie valutazioni, ho una personalità e non potevo star lì a fare solo ciò che mi dicevano, lo facevo solo per la Roma”.
“Alcune persone hanno sempre voluto togliere i romani dalla Roma. Sono riusciti ad ottenere ciò che volevano. Gli americani hanno cercato in tutti i modi di metterci da parte con il passare degli anni, alla fine ci sono riusciti”.
“Non c’è mai stato un rapporto con lui e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione penso sia normale ci siano dei problemi interni. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. Non servono troppi galli a cantare in una società. Tante persone mettono bocca su tante cose facendo solo danni, mentre ognuno dovrebbe fare il suo. L’ultima parola era sempre la sua, inutile fare o dire ciò che pensavi, era tempo perso”.
“Conosciamo i problemi reali della società, soprattutto per il fair play finanziario. Vendere i giocatori forti è stata una decisione difficile, ma andava fatta per tamponare questi problemi. Bisogna essere trasparenti, soprattutto con i tifosi. Alla gente bisogna dire la verità, anche se brutta. Dissi che la Roma sarebbe stata da quarto, quinto posto, e sono stato accusato di spezzare i sogni dei tifosi, ma io sono trasparente e dico sempre la verità. Per questo non posso stare qua dentro”.
“Tantissimo, per me è pesata tantissimo. Il presidente deve essere più sul posto. Quando giocatori e dirigenti vedono il capo a Trigoria si sta sull’attenti. Quando lui non c’è ognuno fa come gli pare. Ma è così ovunque”.
“Se ho preso questa decisione significa che non ho potuto far niente. Non mi sono sentito parte attiva del progetto, soprattutto sull’area tecnica. Non voglio fare il fenomeno ma penso di capire più di molti altri che stanno a Trigoria. La mia parola è diversa da quella di Paolo…La faccia ce l’ho sempre messa e ce la metterò sempre, soprattutto quando le cose vanno male”.
“Sono stato spesso negli Emirati, ci sono tante persone che vorrebbero investire, ma finoa che non vedo nero su bianco io non ci credo. Posso dire che la Roma è amata e stimata in tutto il mondo e tutti la vorrebbero prendere. Non posso espormi perchè non so niente di tutto ciò”.
“In due anni avrò fatto dieci riunioni, mi chiamavano sempre all’ultimo…A qual punto subentra il rispetto della persona. Ho cercato sempre di portare qualcosa in più, ma dall’altra parte c’era un altro pensiero”.
“Sicuramente un’altra proprietà, poi bisognerà vedere se questa nuova proprietà crederà in me. Sicuramente non ho mai fatto e non farò mai male alla Roma. Oggi per me è come morire, staccarmi dalla Roma è qualcosa di indescrivibile, peggio di quando ho smesso di giocare. Molti dirigenti hanno detto che sono troppo ingombrante…”
“Io non ho mai chiesto soldi, solo di fare il direttore tecnico perchè penso di avere queste competenze, mettendoci la faccia. Ho chiesto di decidere, ma se poi decidono allenatore, direttore sportivo ecc senza chiamarmi…L’unico allenatore che ho chiamato io è stato Antonio Conte, tutti gli altri nomi non li ho mai sentiti. Non voglio passare da stupido…No, non tornerei nemmeno se non ci fosse Baldini, ormai il vaso è rotto. Avrebbero già potuto fare questa scelta, ma loro non ci hanno mai pensato. Comunque rispetto la loro scelta”.
“Solo Fienga ha messo la faccia per me, altrimenti non sarei nemmeno diventato dirigente. L’unica decisione che ho preso è stata su Claudio Ranieri, che moti dirigenti non volevano. Lui sarebbe venuto anche gratis, è un uomo vero, appena l’ho chiamato mi ha detto ‘domani sono a Trigoria’, e i tifosi hanno capito che uomo è. Penso sia doversoso ringraziarlo. Su Pallotta e le sue dichiarazioni ho dato la mia risposta, io dico la verità, non mi serve dire bugie in questo momento”.
“Me l’ha detto tre mesi fa, ma quando c’è una persona che dall’altra parte ti mette il bastone tra le ruote e cerca sempre un intoppo, un problema, c’è poco da fare. L’ultimo parere spetta al Direttore Tecnico, ma non posso prendermi responsabilità per scelte non mie. Se fossi stato interpellato sulle scelta sarei rimasto, ma non mi hanno mai dato fiducia. Conte ci aveva dato l’ok ad esempio, ma poi ha preso altre decisioni…Sarri? Mai contattato, era un pallino di Baldini”.
“La risposta è banale, no. Io già da settembre dissi ai dirigenti ‘se pensate questo sia l’ultimo anno di Daniele diteglielo subito, non fate come con me…’. Il tempo è passato e la cosa si è complicata, in un contesto difficile. Il problema di Trigoria è che le cose vanno affrontate subito. Io con Daniele ci ho parlato da amico”.
Un nuovo, gravissimo incidente stradale si è verificato al km68 della Salaria, importante arteria che… Leggi tutto
Un mese senza collegamenti diretti tra Roma Tiburtina e Fiumicino: è questa la realtà inaccettabile… Leggi tutto
Un tragico incidente ha scosso la comunità di Subiaco ieri sera, quando un giovane lupo… Leggi tutto
Le spiagge laziali, da Anzio a Torvaianica passando per Nettuno e Sabaudia, sono invase da… Leggi tutto
L'ultimo dramma della scomparsa di una donna a Laurentina ha trovato un epilogo fortunato, ma… Leggi tutto
Viaggi: dal 3 agosto carta d’identità cartacea non sarà più valida per espatrio. Novità arriva… Leggi tutto