Poi Zingaretti continua: “Andiamo avanti ma non fermiamoci in un eterno presente perché non serve all’Italia, l’appello a Conte è che proponga un’agenda condivisa. Portiamola avanti non solo con la forze della maggioranza ma anche con le forze sociali, del lavoro e del mondo produttivo”.
Il leader del Pd mette in guardia i colleghi di governo: “Non sarò io ad alimentare distinguo o minacciare crisi ma non siamo la fanteria obbediente a chi grida più forte. Occorre una maggioranza in cui si sia alleati e non avversari. Sulla Manovra la via del confronto ha prodotto un risultato che noi difendiamo. Ora però occorre alzare l’asticella per convincere gli italiani che diamo loro una prospettiva”.
Poi precisa: “Rimaniamo convinti sull’impianto di questa maggioranza: non un contratto ma una alleanza. Oggi questa impostazione è messa in discussione ma a noi appare ancora più necessaria che ad agosto”.
Dopo il no degli alleati alla proposta del Pd per una legge elettorale a doppio turno nazionale Zingaretti ha detto: “Il Pd è disponibile anche a una legge proporzionale purché con consistenti sbarramenti, che preveda liste corte e affronti il problema dei fuori sede. Anche perché l’alternativa è che rimanga l’attuale legge elettorale che ritengo pessima”.
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