

Tutto rinviato ai primi di febbraio quando si avranno i risultati elettorali in Calabria e in Emilia Romagna. Il Governo tentenna sulla questione Autostrade: revoca della concessione o mantenimento dell’attuale affidatario con un piano di risanamento strutturato? Al Governo la questione sembrerebbe essere risolta, la decisione di un taglio sarebbe stata presa. Restano gli interrogativi, a cominciare dall’eventuale modalità con cui dovrebbe avvenire il famigerato taglio.
Due le strade. La prima, legata alla convenzione, contemplerebbe anche un ripensamento in un contraddittorio di due mesi. La seconda ricorrerebbe al codice civile. Ma poi a chi andrebbe la gestione della rete autostradale? A sollevare il problema è lo stesso Giovanni Toti, governatore della Liguria: “Chiedo di sapere che cosa accade in caso di revoca: chi paga investimenti da quattro miliardi come la Gronda? Chi investirà in sicurezza nei nostri viadotti? Ciò che mi preoccupa è che si parla di questo argomento da un anno e mezzo senza fare un solo passo in avanti”.
La questione non entrerà nel merito del consiglio dei ministri del 17 gennaio. L’unica eventualità era l’inserimento della vicenda come punto all’ordine del giorno straordinario tra le “varie ed eventuali”. Il M5S e il premier Giuseppe Conte sarebbero favorevoli a un’accelerazione della questione. Il PD e Italia Viva hanno chiesto un supplemento di riflessione non intravedendo un piano definito di cambiamento. Nel frattempo l’amministratore delegato di Atlantia, Paolo Tomasi, sta cercando di far cambiare idea al Governo con un piano di rilancio per i prossimi tre anni. Aumento degli investimenti e riorganizzazione profonda dei controlli sulla rete.
Pesa lo scandalo dei report truccati. Si dovrebbe puntare a un affidamento dei controlli a un consorzio internazionale con un monitoraggio sviluppato da IBM per i 3.000 chilometri di rete e i 2.000 di ponti e viadotti. Per salvare Atlantia e Autostrade servirebbe l’apertura dell’azienda alla riduzione delle tariffe per gli utenti. Elemento sostenibile visti gli utili degli ultimi anni, anche se gli ultimi 12 mesi hanno pesato fortemente, anche in Borsa, tanto che l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha ribassato la stima a BB-.
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