“Oggi abbiamo preso una decisione importante. Impedire a qualcuno di farsi prendere dalla tentazione di andare a votare senza ridurre prima il numero”, dichiarano in una nota parlando del referendum sul taglio dei parlamentari. “Se non saranno raggiunte le firme e quindi dal 12 di gennaio la modifica costituzionale sarà definitiva dalla prossima consultazione elettorale gli italiani eleggeranno 300 parlamentari in meno. Noi auspichiamo che questo governo se ne vada prima possibile e che i cittadini possano tornare ad esprimersi senza ‘giochetti’ di palazzo”.
Dal Pd arrivano notizie contrastanti. Fonti interne parlano di un possibile ritiro della firma anche di un gruppo di senatori dem ma alcuni di loro hanno già smentito. In soccorso al referendum è scesa anche la Lega. Secondo fonti del Carroccio alcuni suoi senatori sono pronti a ‘sopperire’ alle sottoscrizioni mancanti. La partita, per chi vuole che si esprimano i cittadini, resta quindi ancora aperta. Ci sarebbe tempo fino al 12 gennaio per consegnare le firme ma, poiché si tratta di una domenica, il termine è posticipato al 13 gennaio. Da quel momento la Cassazione avrà un mese per passare al vaglio la documentazione. Dopodiché la palla passerebbe al governo che dovrà indicare entro due mesi la data.
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