Dopo la decisione della Cassazione di un processo bis per la famiglia Ciontoli il ministro Alfonso Bonafede avvia un’azione disciplinare contro Alessandra D’Amore, allora pm di Civitavecchia, titolare dell’inchiesta sull’omicidio Vannini. Secondo il Guardiasigilli le “indagini superficiali hanno danneggiato i parenti della vittima”.
Per esempio la villa dei Ciontali, dove si consumò il delitto, non fu mai posta sotto sequestro. Non usarono neanche il luminol per evidenziare la presenza di tracce di sangue sulla scena del delitto. I carabinieri non ascoltarono neanche tutti i vicini dei Ciontoli. Nel frattempo il pm D’Amore avrebbe chiesto di essere ascoltato da chi di competenza. Secondo la Cassazione il padre della fidanzata di Marco, Antonio Ciontoli, deve essere giudicato di nuovo. Non si trattò infatti di omicidio colposo ma “volontario con dolo eventuale”. Il nuovo processo riguarderà anche la moglie di Ciontoli, Maria Pizzillo, e i figli Federico e Martina, responsabili anche loro di non aver chiamato subito l’ambulanza negando al giovane di ricevere le cure che gli avrebbero salvato la vita.
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