La proposta della Bellanova in un suo articolo postato su Il Foglio: “Basta ipocrisia. E testa sotto la sabbia. È la mia risposta nella riflessione su quei 600.000 clandestini da regolarizzare per far ripartire l’economia italiana. Nessun insediamento informale, nessun lavoratore in nero. Non sono mai completamente invisibili lo diventano perché ci si ostina a non vederli per ricordarsene solo quando l’irreparabile costringe a prenderne atto. È anche per questo che dico che o siamo noi, la politica, chi governa, a farci carico fino in fondo delle contraddizioni che il reale ci impone sotto gli occhi, o se ne farà carico qualcun altro: la criminalità. Se non è lo Stato a garantire incroci tra regolare e domanda, offerta di lavoro, rete integrata dei servizi necessari, lo fa la criminalità. Il caporalato non è un modo alternativo di erogare servizi necessari, è mafia. E senza soluzioni legali si espongono le imprese al ricatto di chi fornisce braccia e servizi. A questo era ed è chiamata Anpal (l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro) i cui ritardi sono evidenti e così l’incapacità di fornire risposte adeguate a un tema così complesso”.
LA NOTA DELL’UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CHIGI RIGUARDO LA CONFERENZA STAMPA DI CONTE
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