Cristina Grancio: “Mentre quattro milioni e mezzo di italiani tornano da oggi alla loro consueta sede di lavoro, non capisco perché i consiglieri capitolini non possano riprendere il loro posto nell’Aula Giulio Cesare, dove gli spazi e le condizioni ambientali consentirebbero di svolgere le sedute in forma ordinaria e in assoluta sicurezza, nel rispetto delle regole di distanziamento. Qualcuno in Campidoglio pensa di trasformare le videoconferenze, per l’Aula e per le Commissioni, nella forma ordinaria di esercizio dei lavori consiliari, dimenticandosi che il Campidoglio è per Roma, da secoli, il luogo della democrazia e della partecipazione. Con i dovuti accorgimenti, Camera e Senato si stanno riunendo di presenza. Le video sedute escludono dai lavori consiliari la partecipazione civica che non è un elemento accessorio, ma la sostanza della democrazia. Adottando le misure del caso, e alla luce degli ampi spazi a disposizione in Campidoglio e in alcuni Dipartimenti capitolini, si potrebbero invece svolgere anche le Commissioni in forma aperta al pubblico, fino alla capienza massima consentita dalle disposizioni di sicurezza. Avanzo pertanto, al presidente dell’Assemblea, la richiesta di rientrare il prima possibile in Aula Giulio Cesare con le dovute precauzioni”.
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