Dopo l’allarme per la moria di pesci nel Tevere lanciato dall’Oipa a fine maggio, che ha portato all’intervento dell’Arpa e dell’Asl Roma 1, purtroppo dobbiamo registrare che la strage non si è arrestata. L’Oipa chiede alle autorità competenti – Regione, Comune e Asl – un monitoraggio più approfondito, continuo e a lungo termine del Tevere. Nonché l’individuazione precisa delle cause e delle responsabilità. «La strage dei poveri pesci deve finire. Già in passato abbiamo assistito a episodi di questo tipo, e chiediamo anche stavolta che sia fatta luce su questo grave episodio che colpisce la biodiversità della capitale e del suo hinterland», commenta Rita Corboli, delegata romana dell’Oipa. «Facciamo appello alle istituzioni affinché mettano in campo ogni risorsa necessaria. Se dovessero emergere delle responsabilità penali, l’Oipa si costituirà parte civile».
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