Squid Game nelle scuole di Roma: docenti preoccupati per le troppe imitazioni della serie tv
Squid Game nelle scuole di Roma. In particolare alle elementari l’ultimo fenomeno ‘made in Corea’ ha preso decisamente piede. Molti, troppi i bambini che, dopo aver guardato la serie su Netflix, ne emulano i ‘giochi’. A nulla è servito averne vietato la visione ai minori di 14 anni, complici alcune scene violente ma non solo. In generale, infatti, la trama si basa su sfide tra concorrenti in giochi infantili, ma il cui esito è ‘letale’ per il perdente. Una violenza che, osservano gli insegnanti, viene poi ripetuta in classe, con schiaffi o simulando un colpo di pistola verso gli eliminati.
Per evitare possibili conseguenze gravi, alcuni educatori romani si stanno già muovendo su alunni e genitori, invitandoli a non fruire liberamente la serie. Incontri, ma anche appelli sui social: tra questi, quello dello psicoterapeuta Alberto Pellai. Il quale, in un lungo post, sottolinea come la mente, a certe età, non abbia le competenze per metabolizzare certi contenuti. Di qui, l’esortazione ai genitori di agire attivamente per la tutela dei propri figli: “Adulti con la A maiuscola – spiega – non permettono ai bambini di vedere Squid Game. In una società civile è questo quello che dovrebbe accadere“. Il caso è monitorato anche dalla Polizia Postale, che mette a disposizione il portale ‘www.commissariatodips.it‘ per eventuali segnalazioni.
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