Centrali a carbone - Le parole del premier in un'informativa alla Camera sul conflitto in Ucraina
Centrali a carbone, ecco la soluzione. Draghi prende di petto il tema dell’energia, divenuto di fondamentale importanza alla luce dell’invasione russa e delle sue conseguenze sulla nostra economia. E invoca l’intervento degli impianti per la produzione di combustibile fossile. “Potrebbe essere necessario riaprirli per coprire eventuali mancanze nell’immediato“, ha detto il premier. Il cui sguardo è proiettato al presente, ma anche, e soprattutto al futuro: “Dovremo fare attenzione a rischi geopolitici che potrebbero pesare sulla nostra politica energetica e far sì che le nostre forniture siano sempre meno vulnerabili“.
Secondo Draghi, le alternative al gas non mancano: “Se vogliamo rispondere in maniera valida nel lungo periodo, dobbiamo fare come stiamo facendo adesso. Ovvero procedere spediti verso un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili. In che modo? Semplificando maggiormente le procedure per l’installazione degli impianti“. Il gas tuttavia non sarà accantonato: “Resterà essenziale come combustibile di transizione“, ha assicurato il premier. Che ha poi indicato la via per una minore dipendenza dalla Russia: “Il corridoio sud va rafforzato. Insieme dobbiamo migliorare la nostra capacità di rigassificazione e aumentare la produzione nazionale. In questo modo, il gas sarà più gestibile e meno caro“.
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