

ROMA – Venivano agganciante dal regista e, nel corso dei provini, convinte con l’inganno a girare scene a luci rosse. Il tutto all’insegna di abusi e molestie sessuali. Tra le aspiranti attrici anche alcune minorenni. Nella giornata di oggi, la Procura di Roma ha chiesto per l’uomo una condanna a 10 anni di reclusione. Il modus operandi del regista, adesso 72enne, consisteva nell’indurre le ragazze a prestarsi a scene dal forte contenuto sessuale con la scusa di “calarsi meglio nel ruolo da interpretare”.
I fatti si sono consumati tra il 2011 e il 2017, quando l’uomo dava appuntamento alle vittime presso la sede dell’accademia. A quel punto il regista faceva presente loro che si trattava di scene di stupri relativamente a un film (inesistente) che sarebbe poi stato, a detta sua, prodotto di lì a poco. Uno degli osservatori, il cui compito era quello di scovare talenti, avrebbe scoperto l’intento dell’uomo e da lì sarebbero poi partite le prime denunce. Nel 2019 l’uomo è stato tratto in arresto dai carabinieri ma, scontati 18 mesi di domiciliari, è tornato in libertà. La sentenza è prevista in data 14 settembre 2022.
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