È stata ridotta a quattro anni la pena per Emanuela Petrillo, l’infermiera condannata per aver somministrato soluzioni fisiologiche al posto dei vaccini a 187 bambini tra Codroipo e Treviso dal 2009 al 2016.
La Corte d’appello di Trieste ha accettato il concordato tra la Procura generale e l’avvocato di Petrillo, Paolo Salandin, riducendo la pena assegnata in primo grado di oltre la metà. Grazie allo sconto della pena, Petrillo non dovrà scontare la pena in carcere, ma sarà affidata ai servizi sociali. La motivazione della sentenza di primo grado non aveva del tutto chiarito il movente della condotta dell’infermiera, il quale non aveva mai manifestato ad altre persone idee no vax, afferma la difesa.
L’avvocato Salandin si è mostrato soddisfatto per la decisione del collegio. Alcuni reati, come il falso e l’omissione di atti d’ufficio, sono finiti in prescrizione, ma non il peculato. Terminata la fase penale della vicenda, potrebbe esserci una coda in sede civile per il risarcimento dei danni.
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