

Una studentessa si è alzata durante la lezione all’università della Sapienza a Roma e ha mostrato un cartello con la scritta “Non mi sento sicura”. I professori hanno interrotto la lezione e hanno invitato la ragazza a parlare. Una docente ha comunicato che la lezione del venerdì 8 sarebbe finita prima per permettere agli studenti di partecipare al corteo.
Dopo l’interruzione della lezione di sociologia, una scena simile si è verificata durante una lezione di storia nel dipartimento di Scienze Politiche. Mentre un docente ha screditato il messaggio sul cartellone, un’altra docente ha fermato la lezione e ha permesso alla ragazza di spiegare le sue ragioni sedendosi insieme a lei. In seguito, ha comunicato che la lezione del 8 marzo sarebbe finita prima per consentire agli studenti di partecipare al corteo.
Le studentesse hanno segnalato almeno 130 casi di violenza all’università della Sapienza di Roma. Viki di Sinistra Universitaria ha spiegato che volevano denunciare pubbl
icamente il loro stato d’animo dopo i risultati di un sondaggio che ha evidenziato i numerosi casi di violenza. Molte persone non erano a conoscenza dell’esistenza del centro antiviolenza dell’ateneo o della consigliera di fiducia, il che ha contribuito a farle sentire insicure. La studentessa Veronica è stata la prima a manifestare questo disagio.
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