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Un annuncio che ha fatto il giro della rete: dal 1° febbraio 2026, la splendente Fontana di Trevi non sarà più semplicemente una meta da ammirare gratuitamente. Il sindaco Gualtieri ha confermato quel che molti temevano: per avvicinarsi a questa icona di Roma, sarà necessario sborsare 2 euro. E per vedere i turisti in fila, sembrava già un copione anticipato!
Il Nuovo Copione Turistico
Immaginate di entrare in una delle scene più poetiche della storia del cinema, solo per scoprire che il biglietto d’ingresso è alla cassa. Ma non disperate, perché secondo il sindaco, il ticket avrà validità dalle 9 alle 22. Dobbiamo proprio chiedere se la bellezza può essere monetizzata? Certo, questo attirerà inevitabilmente una diversa affluenza di visitatori, ma a quale prezzo?
Chi Scampa dal Pagamento?
Ecco la parte succosa. Mentre i turisti stranieri si preparano a frugare nei loro portafogli, gli abitanti di Roma potranno attraversare il cancello senza dover aprire il portafoglio. Ma si sa, l’inevitabilità di una tassa di ingresso getta una nuova luce su come vediamo le meraviglie della nostra capitale. Un vero e proprio ‘tourista vs. locale’ che promette di scatenare polemiche e discussioni.
Il Cultura del Pagamento
In un’era in cui le esperienze culturalmente significative non dovrebbero essere riservate a chi ha un bilancio florido, questo passo potrebbe sembrare la deriva di un turismo transazionabile. Ma, chi può realmente resistere al fascino di gettare una moneta nella Fontana di Trevi? L’assurdità di dover pagare per l’arte resta un argomento scottante su cui vale la pena riflettere.
Questo cambiamento ci invita a chiederci quanto valore diamo a queste meraviglie storiche e come si inseriscono nel nostro tempo. E noi, da buoni romani, possiamo solo continuare a lanciare monete… con un sorriso amaro!

