La nuova fermata Colosseo della Metro C è stata presentata come un capolavoro, un simbolo della Roma proiettata verso il futuro. All’inaugurazione, non sono mancati applausi e titoli entusiastici. Tuttavia, scendendo sulle banchine, la realtà si rivela più complessa.
La stazione offre un design indubbiamente bello e scenografico, con elementi archeologici pensati per stupire turisti e residenti. Ma il funzionamento di una metropolitana è la priorità. Qui sorgono i problemi: una delle scale mobili principali è già ferma e in diverse zone della stazione il segnale per il cellulare è assente. Questo è un disagio significativo, specialmente nel 2025, in una delle aree più visitate del mondo.
Un video mostra il contrasto tra la narrazione ufficiale e l’esperienza quotidiana dei passeggeri. Da un lato, articoli che esaltano l’opera come un modello internazionale. Dall’altro, critiche sul suo funzionamento, accessibilità e gestione, con problematiche che emergono fin dai primi giorni.
La questione è semplice: la bellezza garantisce anche l’efficienza? O Roma si è nuovamente accontentata di un effetto vetrina, trascurando i servizi essenziali? La stazione invita a un’analisi più profonda su come vengono realizzate e consegnate le grandi opere pubbliche nella Capitale.
Stazione museo o occasione sprecata? È tempo di riflettere e discutere su ciò che è realmente necessario.
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