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In un rombante dicembre di attese e speranze, i lavoratori del Marriott Park Hotel di Roma hanno deciso di far sentire la loro voce, e non proprio in sordina. La tredicesima è stata rimandata a gennaio, lasciando i dipendenti a chiederci: “Come festeggiare se non abbiamo neanche un centesimo in tasca?”
Il Natale sotto l’ombrello dello sciopero
Immaginate di sorseggiare un caldo vin brulè e scoprire che il vostro stipendio di novembre è in una sorta di limbo. Questo è esattamente ciò che stanno vivendo i lavoratori del Marriott Park Hotel, che hanno optato per un’impegnativa protesta. La frustrazione è palpabile, eppure l’atmosfera festiva continua a pendere come un albero di Natale malfatto. Sono in tanti a chiedere: come possono i dipendenti godere delle festività quando si trovano di fronte a una situazione che definiscono “insostenibile”?
Una questione di diritti
Il problema non si limita a questioni economiche. Si tratta di dignità, di diritti fondamentali. I lavoratori hanno manifestato con determinazione, sperando di ottenere quanto spetta loro. E il clima festivo si trasforma in quello di un vero e proprio campo di battaglia, dove i cristalli di neve si scontrano con le speranze di un futuro migliore.
A chi giova il silenzio?
In un mondo in cui ogni centesimo è contato, la tredicesima rimandata sembra un regalo avvelenato. E come se non bastasse, i dipendenti chiedono a gran voce: “A chi giova il silenzio?” Non sappiamo se il management dell’hotel stia godendo del caldo tepore delle festività. Ma di certo, i dipendenti intenzionati a far sentire la loro voce non si lasceranno sfuggire l’occasione di far tremare i vetri del palazzo. La lotta per il rispetto e il riconoscimento si fa sempre più seria e, a quanto pare, anche festosa.
Riflettendo su quanto accade, è impossibile non pensare a come siano fragili certe certezze. Mentre il mondo si prepara a celebrare, i lavoratori del Marriott invitano a riflettere: le feste, senza giustizia, sono solo… una farsa?

