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Cronaca

Occupazione a Torrevecchia: la scuola Alberto Sordi riapre con 150 “studenti” inattesi e un passato controverso.

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Il 29 dicembre, un evento inaspettato ha scosso il quartiere Torrevecchia: la scuola Alberto Sordi è stata invasa da circa 150 persone. Ma non stiamo parlando di alunni in cerca di un luogo dove studiare, bensì di un’occupazione a scopo abitativo. Mentre i genitori si preoccupano per il futuro della loro prole, altri sono più impegnati a cercare una casa.

Un’occupazione inaspettata

In un giorno che avrebbe dovuto essere di festa, gli occupanti hanno deciso di dare nuova vita all’edificio scolastico, che da tempo giaceva inutilizzato. “La scuola è deserta, così abbiamo pensato di riempirla!”, hanno dichiarato alcuni dei partecipanti all’occupazione, quasi a suggerire che le aule possono servire a ben altro che all’istruzione. La scelta ha suscitato reazioni contrastanti tra i residenti del quartiere.

Un dibattito acceso

Da una parte ci sono coloro che applaudono l’iniziativa come un atto di coraggio in un periodo di crisi abitativa; dall’altra, ci sono i più scettici, preoccupati per la sicurezza e l’integrità della struttura. Intanto, il Comune e la polizia si preparano a intervenire, ma la questione di fondo rimane: quanto è giusta l’occupazione quando l’alternativa è la strada?

Riflessioni sul futuro

Un gesto che, in fondo, mette in luce un problema sociale di grande attualità: l’assenza di alloggi accessibili. La scuola Alberto Sordi, rinomata come simbolo per l’istruzione, si trasforma così in un palcoscenico per un dibattito urgente. E chissà, magari potrebbe diventare il nuovo hub di un movimento che chiede a gran voce spazi pubblici pronti a tornare a vivere, in modo diverso.

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