Il grande sogno dell’AS Roma di avere uno stadio tutto suo è in una sorta di limbo temporale e burocratico. E mentre le lancette dell’orologio corrono verso il 2032, il Campidoglio sembra barcamenarsi tra ambizioni e complicazioni. #Roma #Stadio #Sport
Un progetto in attesa
Mai come oggi, il progetto di uno stadio per la Roma ha accumulato polvere e incertezze. Con la scadenza di Euro 2032 che si avvicina, chiunque si aspetterebbe un’accelerazione. Eppure, le ruspe continuano a restare ferme. Gli scavi archeologici, che avrebbero dovuto dare il via ai lavori, sono fermi al palo. Ci si chiede: ma è un cantiere o un museo a cielo aperto?
Intrighi nel verde
Ma non è tutto! Il bosco che al momento protegge il sito sembra avere lo stesso potere di “indispensabilità” che ha il caffè nella vita di un romano. Abbatterlo appare più complesso di vincere una partita della nazionale agli ultimi secondi. Gli ambientalisti ringraziano, ma chi aspetta lo stadio si chiede ironicamente se il verde sia più sacro del giallo e rosso.
Un appello ai tifosi
Per i tifosi giallorossi, la situazione è un mix di speranza e frustrazione. Dal canto loro, molti auspicano che queste complessità burocratiche vengano risolte in tempo per trasformare il sogno in realtà. Forse è un buon momento per rispolverare i tamburi e intonare qualche coro: “Stadio, dove sei?”.
In un contesto in cui il calcio va ben oltre il semplice sport, la questione del nuovo stadio è diventata una vera e propria soap opera. E mentre il countdown per Euro 2032 continua, la domanda rimane: chi avrà la meglio in questa corsa interminabile? Riuscirà il Campidoglio a darci un finale da sogno o ci ritroveremo con un semplice “fine” poco soddisfacente?

