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Quando il cielo si arrabbia: il caso di Frosinone
Frosinone, un nome che potreste associare a serate tranquille e paesaggi pittoreschi, ma che ultimamente ha attirato l’attenzione per un’altra ragione: piogge torrenziali che sembrano uscite da un dramma apocalittico. La Ciociaria, regione che attira i visitatori per le sue bellezze naturali, si ritrova ora a fare i conti con frane e torrenti che hanno deciso di fare il loro “grande ingresso” in scena.
Una città in ginocchio
Il Comune di Frosinone, a fronte di questo inondato scandalo meteorologico, ha deciso di alzare la voce (e la mano) chiedendo alla Regione di dichiarare lo stato di calamità. In altre parole, stanno chiedendo aiuto per le infrastrutture in seria difficoltà. D’altronde, se anche il meteo può essere di cattivo umore, perché non chiedere qualche soldo per sistemare i danni? Chi non vorrebbe un po’ di sostegno in tempi così burrascosi?
Un dramma quotidiano o una provocazione della natura?
Ma al di là della burocrazia e delle richieste di fondi, la vera questione è: quanto ancora possiamo tollerare capricci simili del clima? Mentre molti stanno preparando gli ombrelli, altri si domandano se non sia il momento di mettere un freno alla precarietà ambientale e prendere seriamente in considerazione quello che sta accadendo sotto i nostri occhi.
Nell’attesa che il cielo torni a sorridere, non possiamo fare a meno di pensare a quanto ci colpisca la furia della natura e a quanto, in fin dei conti, sia necessario agire per prevenire scenari simili in futuro.

