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Cronaca

L’album per bambini sulla WeGil scatenano una tempesta: il mistero delle “scritte fasciste” svelato.

Un album da colorare per bambini o un manuale di storia? La nuova creazione della Regione Lazio dedicata alla WeGil è al centro di un acceso dibattito. #WeGil #Lazio #Polemiche

Colora, ma non oltrepassare il limite

Immaginate un semplice album da colorare, pensato per stimolare la creatività. Ecco, sembrerebbe un’innocente idea fino a quando non si scopre che al suo interno si nascondo scritte fasciste. La nuova iniziativa della Regione Lazio ha fatto sollevare alti scudi per quel mix di colori e storia che, evidentemente, è passato a sfumare oltre il lecito.

Un’arte discutibile

Le critiche non si sono fatte attendere: molti sostengono che tale scelta non solo banalizza un periodo buio, ma offende la memoria storica. “Stiamo parlando di atrocità, non di trame per fumetti,” ha commentato un opinionista. E mentre i piccoli colorano, gli adulti non possono fare a meno di chiedersi se l’intento fosse davvero educativo.

La WeGil al centro del vortice

La WeGil, spazio messo in piedi per promuovere la cultura e i giovani talenti, sta diventando un vero e proprio campo di battaglia ideologico. La Regione ha cercato di utilizzare questo album come strumento didattico, ma ha colto profondamente nel segno… tutt’altro che positivo. La domanda resta: è davvero così che vogliamo educare le nuove generazioni alle complessità del passato?

Ci si può chiedere se un approccio più delicato sarebbe stato più opportuno. Dopo tutto, i colori dovrebbero rappresentare sogni e libertà, non schemi e dogmi. Sì, il giorno della creatività ha davvero bisogno di una revisione. E voi, dove colorereste la linea tra ispirazione e provocazione?

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