Attualità

Dopo la laurea: 10 motivi per scegliere un master. La guida dell’ex studente, diventato top manager in soli cinque anni

Il master è un’ulteriore perdita di tempo prima dell’ingresso nel mercato del lavoro oppure un acceleratore verso i piani alti? Insomma, vale la pena prendere in considerazione questo ulteriore titolo accademico dopo aver “collezionato” già una laurea di primo livello e, magari, pure una di secondo livello?

Per trovare la risposta a queste domande, molto comuni tra gli studenti all’indomani dell’incoronazione con l’alloro, il portale Skuola.net ha colto l’occasione dell’apertura delle iscrizioni a uno dei corsi più apprezzati d’Italia – il Master Publitalia in Marketing, Digital Communication, Sales Management – per intervistare uno dei suoi migliori ex-alunni: Matteo Casnati, attualmente Country Business Manager della filiale Malta, Albania e Sicilia in Monster Energy, colosso degli energy drink.

Il decalogo dell’ex alunno (ora manager d’azienda)

Grazie al suo contributo e al suo excursus di carriera, che lo ha visto raggiungere questa prestigiosa carica dopo appena sei anni dal conseguimento del titolo, il sito studentesco ne ha approfittato per stilare una guida in 10 punti per la scelta del master, da parte di chi ha provato (in positivo) sulla propria pelle cosa vuol dire frequentare un corso di qualità.

Ecco i suoi consigli-chiave per chi, come ha fatto lui all’indomani della laurea, si è posto l’interrogativo su cosa fare “dopo”.

  1. Fare le conoscenze giuste (senza essere nati con la camicia)

Uno dei motivi principali che deve guidare nella scelta di un master è la possibilità di costruire velocemente un nucleo iniziale di relazioni professionali significative – il cosiddetto network – a partire da zero.

  1. Vietato essere timidi: scambia numeri e contatti su LinkedIn

Il networking non è, però, una rubrica con nomi e numeri di telefono, che viene consegnata all’ingresso, bensì un’attività di cui si devono occupare con impegno gli stessi studenti, che inizia con i propri compagni di corso e che prosegue con i docenti e i testimoni aziendali coinvolti nella formazione in aula durante il master.

Chiaramente, allo studente è richiesto di vincere la timidezza e di interagire, ponendo domande interessanti: basta una buona impressione in aula e un contatto su piattaforme come LinkedIn per riattivare, anche ad anni di distanza, quella connessione, per chiedere ad esempio un consiglio professionale.

  1. Entrare nel mondo del lavoro prima ancora di essere assunti

La qualità del networking deriva, chiaramente, dal posizionamento del master in tema di rapporti con le aziende: prima di iscriversi è, perciò, fondamentale valutare l’aura – come direbbero i giovani di oggi – dei docenti e delle aziende partner coinvolte.

Ma questo non è l’unico elemento che prepara al mondo del lavoro. Anche la metodologia didattica è centrale: se l’università ti consegna un metodo di apprendimento, il master te lo fa applicare. Se all’università prevalgono spesso teoria e studio individuale, in un master “giusto” il paradigma si capovolge, permettendo di affrontare casi pratici, magari in gruppo, maturando quelle competenze cruciali poi nel mondo del lavoro.

  1. Un master che vale (più) di una laurea magistrale

Fatte salve alcune discipline di ambito STEM, in cui la laurea magistrale è un must, in tutti gli altri casi il master può tranquillamente seguire immediatamente la laurea triennale e, anzi, può risultare più efficace in ottica di “fast moving” nel mondo del lavoro. Come nel caso di Casnati, passato da una laurea in giurisprudenza a un percorso di carriera nel marketing e sales.

  1. I numeri di un master non mentono

Per distinguere un corso di qualità dalle tante offerte sul mercato, bisogna verificare parallelamente altri due indicatori quantitativi imprescindibili: il numero di iscritti – meglio se non superiore a 30, per non essere “uno dei tanti in aula” – e la percentuale di placement – unico vero certificato di garanzia per il futuro professionale – che però deve necessariamente essere vicinissima al 100%.

  1. Master a prima vista, l’importanza del colloquio di ammissione

Al di là dei freddi dati, esiste poi un fattore umano decisivo: la relazione con il corpo docente e il team del master. Queste figure, infatti, potrebbero diventare un “faro” capace di orientare le scelte professionali e consigliare lo studente durante (e dopo) il percorso formativo.

  1. I consigli da insider per guadagnare di più

Attenzione, però: frequentare un master non si traduce automaticamente in uno stipendio d’ingresso più alto per magia. Ma fornisce gli strumenti per ottenerlo. Grazie ai benchmark di mercato e ai consigli dell’organizzazione, il neolaureato – se esce da un corso di qualità – impara sicuramente a porsi correttamente durante i colloqui, capendo fin dove spingersi nella negoziazione e quale pacchetto retributivo sia corretto richiedere per il proprio profilo.

  1. Mentorship e Alumni, due green flag

Un asset fondamentale, spesso assente nei percorsi universitari standard, è la presenza di una comunità attiva. I master da scegliere, perciò, sono quelli che si differenziano per un ecosistema in cui gli “ex-master” (alumni) supportano gli studenti in corso facendo da mentori: questo circolo virtuoso offre, infatti, una guida basata sull’esperienza vissuta e facilita concretamente l’ingresso in azienda.

  1. La presenza fisica batte l’online

In un mondo sempre più digitale, anche il proliferare di master online va valutato con attenzione: i corsi a distanza non possono sostituire quelli in presenza, specie se l’obiettivo è la trasformazione professionale.

Le relazioni vere si costruiscono dal vivo: la didattica digitale resta uno strumento valido solo per acquisire competenze tecniche verticali o per moduli brevi e specialistici, non per costruire il network che servirà per tutta la carriera.

  1. Master all’università o fuori?

Se la formazione universitaria è una esclusiva delle realtà accademiche, i master possono invece nascere in ambiti completamente diversi, spesso correlati a realtà aziendali. Quale dei due mondi preferire?

L’esperienza suggerisce che i master promossi da enti formativi non accademici o da Business School tendano a essere più performanti nell’inserimento immediato nel mondo del lavoro. Questo soprattutto per via di una struttura più agile e di un legame più stretto con il tessuto imprenditoriale di riferimento.

Per il manager il master Publitalia è uno di quelli “giusti”

Chiaramente lo stesso Casnati sottolinea come il percorso da cui proviene rispetti tutti questi requisiti: il Master Publitalia in Marketing, Digital Communication, Sales Management viene organizzato direttamente da Publitalia ‘80, la concessionaria pubblicitaria delle reti Mediaset, dal 1988. E si rivolge a laureati dei corsi universitari triennali e magistrali, di ogni facoltà, garantendo loro tassi di placement elevatissimi: 100% ad ogni edizione.

Al termine degli 8 mesi d’aula, almeno 6 mesi sono dedicati allo stage, in aziende di primaria importanza. La parte in classe, invece, si trascorre nella storica sede di Mediaset a Cologno Monzese, alle porte di Milano, dove non mancano workshop e attività pratiche con esperti del settore. Tutti questi elementi fanno sì che ogni anno le candidature siano nettamente superiori ai posti disponibili. Le selezioni per la prossima edizione sono aperte, ma ancora per poche settimane.

Disclaimer: Il sito non è responsabile di eventuali problemi derivanti dall’utilizzo dei servizi offerti dai link esterni collegati agli articoli. Al momento della pubblicazione i collegamenti risultano attendibili e sicuri; tuttavia, i servizi vanno sempre utilizzati verificando che corrispondano alle proprie aspettative ed essendo consapevoli degli eventuali rischi connessi.Ci potrebbero essere dei link che pubblicizzano servizi NON ADM/AAMS in questo caso il link è solo per scopo informativo
Condivid
Davide Sperati

Si occupa di contenuti informativi con un occhio attento alla selezione delle notizie. Davide Sperati, editor per La Cronaca di Roma, si dedica a garantire che ogni articolo rispecchi un alto standard di qualità e rilevanza per i lettori. La sua passione per il giornalismo e il desiderio di informare con precisione lo guidano nella quotidiana attività di redazione e revisione.

Pubblicato da
Davide Sperati

Ultime Notizie

Mercato del Tufello: un’altra tragedia sfiorata, la manutenzione è solo un miraggio?

Una lastra di travertino si è staccata dal soffitto del Mercato del Tufello, colpendo un'80enne… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 19:26

Sicurezza, Anivp: “Bene la proposta di legge presentata da Consiglio Regionale Lazio”

(Adnkronos) - “Accogliamo con favore la proposta di legge presentata in data odierna dal consiglio… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 19:13

Ladispoli sotto choc: donna segregata e droga, un caso che sconvolge la comunità

Un'operazione shock ha fatto emergere il lato oscuro di Ladispoli, dove un uomo di 52… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 18:12

La Nona Sinfonia al Palladium: una nota di speranza nel caldo di Roma

In un'estate rovente, il Teatro Palladium di Roma ospita un evento di grande valore culturale:… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 17:27

Subiaco al caldo: ambulanze a rischio e cittadini in pericolo. Chi proteggerà la salute?

Il caldo torrido ha colpito Subiaco e non solo le vacanze dei turisti, ma anche… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 17:26

Roma, hub Horeca: opportunità e sfide per la salute pubblica

Roma non è solo la città del turismo; sta emergendo come un centro strategico per… Leggi tutto

6 Agosto 2026 - 17:17