

Nella capitale eterna, Roma si sveglia con un’altra ombra oscura: tre giovani sono finiti in manette per una serie di violenze sessuali omofobe, rapine ed estorsioni che hanno terrorizzato la città.
Da settimane, le app di incontri erano il loro campo di caccia. Adescavano uomini gay con messaggi seducenti, fissavano appuntamenti in quartieri affollati come Trastevere o il Centro Storico, e poi scattava l’agguato. Un complice balzava fuori dall’ombra per colpire, lasciando vittime ferite e umiliate.
Le indagini della polizia romana hanno svelato un pattern brutale, con rapine veloci e minacce estorsive che sfruttavano la paura. “Questi ragazzi agivano come predatori nelle vie che tutti consideriamo sicure”, ha dichiarato un investigatore della questura, “Roma non può tollerare che l’odio si annidi tra i suoi vicoli”.
Ora, mentre la città si interroga su quanti altri rischi nascosti ci siano nelle notti romane, le domande rimangono: chi proteggerà le strade da questi incubi? E quante storie silenziose attendono ancora di venire alla luce?
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