

Roma, capitale del cibo all’aperto, si trova oggi a fare i conti con un fenomeno che trasforma le strade in veri e propri labirinti di tavolini selvaggi. Chiunque si trovi a passeggiare nel centro, magari attorno al Vaticano, non può fare a meno di notare come la situazione sia diventata insostenibile. “Neanche le ambulanze riescono a passare”, denuncia il comitato Trionfalmente, sottolineando il grave impedimento alla circolazione che questi gazebo improvvisati causano. E la frustrazione cresce, mentre l’amministrazione sembra solo promettere di aumentare la vigilanza.
Un problema che non è certo recente. A oggi, solo un locale su tre nel centro e nel quartiere Prati ha rispettato le nuove regolamentazioni sui tavolini, lasciando strade e piazze immerse in un caos che sembra non avere fine. Non è solo una questione di decoro urbano, ma di sicurezza. Secondo i consiglieri di maggioranza, ci sarebbe un’urgenza di controlli oggetto di molte parole, ma misure pratiche? Quasi nulle.
Le strade di Roma sono invase da tavolini che, a detta di molti residenti, rùbano spazio e lo rendono pericoloso per i pedoni e i mezzi di emergenza. “Ci si sente prigionieri nel proprio quartiere”, queste sono le parole di una commerciante che ha deciso di chiudere il suo negozio a causa del crescente caos. Ma cosa stanno facendo le autorità? Poche multe e tanta retorica sembrano essere l’unica risposta finora.
Il Municipio ha nuovamente esortato i vigili a multare gli irregolari, ma come ben sappiamo, queste promesse tendono a svanire come il profumo di un buon caffè al mattino. C’è chi inizia a chiedere a gran voce di riportare ordine nelle strade, di far rispettare le norme. Ma i commercianti, quelli che vogliono essere ben visti dai clienti, come reagiranno a misure più dure?
I responabili della città promettono che sono in arrivo nuove misure per contrastare il fenomeno dei tavolini selvaggi. Si parla di un vero e proprio “piano d’azione” che prevede controlli più severi e multe più elevate per chi non rispetta le norme. Ma ci si deve interrogare: basteranno queste azioni per riportare la tranquillità nelle strade di Roma? Oppure stiamo solo assistendo all’ennesimo balletto politico senza effetti reali?
La risposta delle autorità è attesa con ansia da residenti e commercianti. La domanda sorge spontanea: fino a quando i cittadini dovranno subire questa oppressione silenziosa senza una vera e propria regolamentazione? Se da un lato, i ristoratori temono che le nuove norme possano nuocere al loro business, dall’altro ci si chiede: è possibile convivere con i tavolini selvaggi senza compromettere la sicurezza e la fruibilità del centro storico di Roma?
La città che sembra essersi abituata a far finta di nulla, deve scelgliere: o il caos dei tavolini selvaggi o il rispetto delle regole e della sicurezza. Un bivio su cui, da troppo tempo, non si decide.
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