

La Roma chiude con una goleada l’amichevole contro il Newport County, ma il risultato finale racconta soltanto una parte della partita. Il 4-1 permette ai giallorossi di riscattare la pesante sconfitta subita contro il Cardiff e restituisce fiducia al gruppo, tuttavia la prestazione della squadra di Gian Piero Gasperini può essere giudicata appena sufficiente, soprattutto considerando il livello dell’avversario.
Il Newport County milita nella quarta divisione inglese e, almeno sulla carta, non avrebbe dovuto creare particolari difficoltà a una formazione costruita per competere ai vertici della Serie A. Eppure, per buona parte del primo tempo, la Roma ha faticato a imporre il proprio ritmo, concedendo occasioni pericolose e mostrando ancora diverse incertezze nella costruzione della manovra.
Più che una prova convincente, quella disputata in Galles è sembrata un piccolo anticipo della stagione che attende i giallorossi: una squadra con qualità individuali importanti, capace di segnare quando trova spazio, ma ancora lontana dall’avere continuità, automatismi e dominio del gioco.
Il primo dato da analizzare è l’approccio alla partita. Nei minuti iniziali è stato il Newport a rendersi maggiormente pericoloso, colpendo una traversa e costringendo Svilar a intervenire in più occasioni.
Contro un avversario tecnicamente inferiore, la Roma avrebbe dovuto prendere immediatamente il controllo della gara. Al contrario, la squadra è apparsa lenta, poco aggressiva e vulnerabile quando i gallesi sono riusciti ad attaccare lo spazio.
Il centrocampo ha faticato a dare velocità alla circolazione del pallone, mentre gli esterni non sempre hanno garantito ampiezza e profondità. Anche il pressing, uno dei principi fondamentali del calcio di Gasperini, è apparso ancora poco coordinato.
È normale che in piena preparazione atletica le gambe siano pesanti e che i meccanismi non siano ancora perfetti. Tuttavia, la differenza tecnica tra le due squadre avrebbe dovuto consentire alla Roma di gestire la partita con maggiore autorità.
Il gol di Hermoso, arrivato nel finale del primo tempo, ha modificato completamente l’andamento dell’incontro. Fino a quel momento la Roma aveva avuto il possesso del pallone, ma non aveva realmente dominato.
Il vantaggio ha invece costretto il Newport ad aprirsi maggiormente, lasciando spazi che i giallorossi hanno saputo sfruttare nella ripresa.
Il rigore trasformato da Castro e il colpo di testa di Koulierakis hanno chiuso la partita nel giro di pochi minuti. Da quel momento il confronto si è trasformato quasi in un allenamento offensivo, con la Roma libera di gestire il pallone e cercare nuove soluzioni.
Il 4-1 finale appare quindi più netto rispetto a quanto visto sul terreno di gioco. La Roma ha meritato la vittoria, ma non ha prodotto novanta minuti di dominio assoluto. Ha sfruttato bene gli episodi e la maggiore qualità individuale, senza però mostrare ancora una superiorità collettiva altrettanto evidente.
Gli aspetti migliori della partita sono arrivati soprattutto dai singoli.
Hermoso è stato probabilmente il calciatore più interessante. Utilizzato in una posizione più avanzata, ha segnato il gol del vantaggio, conquistato il rigore del raddoppio e partecipato anche all’azione della quarta rete.
La sua prestazione rappresenta un’indicazione importante per Gasperini, che potrebbe trasformarlo in una soluzione tattica utile sia in difesa sia a centrocampo.
Anche Dybala ha mostrato buone cose. L’argentino ha provato a dare qualità alla manovra, abbassandosi per ricevere il pallone e cercando continuamente il dialogo con i compagni. Non è ancora nella migliore condizione, ma rimane il giocatore capace di accendere improvvisamente l’attacco.
Positivi anche i primi gol di Castro e Koulierakis. L’attaccante ha trasformato con freddezza il calcio di rigore, mentre il difensore greco ha trovato la rete con un preciso colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Soulé, entrato nella ripresa, ha invece mostrato la qualità più importante del suo repertorio: il sinistro a giro. Il gol dello 0-4 è stato il gesto tecnico più bello della partita e conferma quanto l’argentino possa diventare decisivo quando riesce a ricevere il pallone nella sua zona preferita.
Nonostante la larga vittoria, la Roma ha concesso troppo.
Nel primo tempo il Newport ha avuto almeno tre occasioni per segnare e soltanto gli interventi di Svilar e l’imprecisione degli attaccanti gallesi hanno evitato ai padroni di casa di passare in vantaggio.
Anche il gol subito nel finale evidenzia una concentrazione non sempre costante. La rete di Cameron nasce da una situazione di calcio piazzato nella quale la difesa giallorossa perde la marcatura.
In una partita amichevole, con tanti cambi e numerosi giovani in campo, un errore del genere può essere comprensibile. Resta però un segnale da non sottovalutare, perché la Roma nelle ultime stagioni ha spesso pagato caro proprio le disattenzioni sulle palle inattive.
Gasperini dovrà lavorare soprattutto sulle distanze tra i reparti. Quando il pressing non viene eseguito in maniera collettiva, la squadra rischia di lasciare spazi alle spalle del centrocampo e di esporre i difensori agli attacchi avversari.
La partita contro il Newport ha mostrato una squadra che sta ancora cercando la propria identità.
Si intravedono alcuni principi tipici del calcio di Gasperini: difensori che accompagnano l’azione, esterni chiamati a occupare tutta la fascia, centrocampisti pronti a inserirsi e attaccanti che devono muoversi continuamente.
Per il momento, però, questi movimenti vengono eseguiti soltanto a tratti. La Roma alterna fasi di buona pressione a momenti nei quali si abbassa e perde aggressività. Anche la velocità della manovra non è ancora quella necessaria per mettere realmente in difficoltà difese organizzate.
Contro il Newport sono bastate le qualità tecniche dei singoli e una maggiore brillantezza nella ripresa. Contro avversari di livello superiore, invece, serviranno organizzazione, intensità e una gestione del pallone molto più precisa.
In questo senso, l’amichevole gallese può essere letta come un piccolo anticipo di ciò che potrebbe accadere durante la stagione.
La Roma ha giocatori capaci di risolvere le partite con una giocata individuale. Dybala, Soulé e gli altri uomini offensivi possono creare occasioni anche quando il gioco collettivo non funziona perfettamente.
Il rischio, però, è quello di affidarsi troppo alle invenzioni dei singoli. Per competere con le migliori squadre del campionato, la Roma dovrà imparare a controllare le partite, evitando di lasciare agli avversari la possibilità di restare in gara.
Il 4-1 è quindi un risultato positivo, ma non deve creare eccessivo entusiasmo. La squadra ha fatto il proprio dovere contro un avversario inferiore, senza però offrire una prestazione memorabile.
La Roma esce dal campo con quattro gol segnati, alcuni giovani messi alla prova e diverse indicazioni utili per l’allenatore. Dopo la sconfitta contro il Cardiff, era importante ottenere una reazione e ritrovare un minimo di fiducia.
L’obiettivo è stato raggiunto, ma l’esame più importante è rimandato.
La prestazione può essere considerata sufficiente perché la Roma ha saputo crescere durante la partita, sfruttare le occasioni e chiudere il confronto senza particolari affanni nella ripresa. Non può però essere valutata oltre la sufficienza, perché il Newport ha creato troppe difficoltà rispetto alla propria caratura.
Gasperini può essere soddisfatto del risultato e di alcune risposte individuali, ma sa che il lavoro da fare è ancora molto. La nuova Roma è soltanto all’inizio del proprio percorso e, per trasformare le goleade estive in vittorie pesanti durante la stagione, dovrà crescere soprattutto nella continuità, nell’intensità e nella capacità di dominare le partite.
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