

La ‘Ndrangheta calabrese ai Castelli Romani. Le accuse rivolte alle persone arrestate sono intestazione fittizia di beni e trasferimento fraudolento di valori finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. L’indagine, denominata “Gioia Tauro ai Castelli”, è stata coordinata dalla dda della procura di Roma. Svelata l’infiltrazione della cosca Molè in importanti strutture ricettive del centro laziale. Gli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, hanno sequestrato beni, ditte, immobili e società, sia nel Lazio che in Calabria, per un valore di circa quattro milioni.
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