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Cronaca

ROMA Lancio di sassi contro quattro mezzi Atac

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ROMA Lancio di sassi contro quattro mezzi Atac. Ancora uno spiacevole e pericoloso episodio contro i mezzi pubblici e i loro conducenti.

ROMA Lancio di sassi contro quattro mezzi Atac. Ad essere presi di mira questa volta sono bus della rimessa di Acilia che, tra le 4,30 e le 5,15 di sabato, sono stati fatti oggetto di lancio di sassi da un gruppo di ragazzi. I giovani hanno colpito gli autobus all’altezza di Ostia Antica mentre i mezzi si recavano dal deposito al capolinea di Lido Centro per dare inizio al proprio turno di lavoro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Gli autisti stanno bene e hanno continuato il loro turno di servizio. I mezzi un po’ meno. Come constatato anche dai carabinieri sono stati infranti i vetri delle vetture. Da Torrevecchia a Tor Bella Monaca, fino a Tor Tre Teste, a Ponte Mammolo e alla Magliana episodi simili si sono succeduti in altre zone della città.

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Fiano Romano, che paura per l’incidente sull’Autostrada A1

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Incedente Fiano Romano

Alle ore 15:00 circa, la sala operativa ha dispiegato la squadra 5A di Montelibretti sull’Autostrada A1 in direzione Firenze, precisamente all’altezza di Fiano Romano, in seguito a un incidente stradale coinvolgente due autovetture e un mezzo pesante. L’incidente ha causato tre feriti, i quali sono stati estratti con successo dai Vigili del Fuoco e affidati alle cure del servizio sanitario 118 per gli opportuni controlli medici.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, incaricata di gestire la viabilità e tutte le questioni di loro competenza connesse all’evento.

La situazione rimane sotto controllo delle autorità competenti, le quali lavorano per ripristinare la normalità della circolazione e garantire l’assistenza necessaria alle persone coinvolte nell’incidente.

Si invitano gli automobilisti a prestare massima attenzione durante il transito nell’area interessata e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità sul posto al fine di garantire la sicurezza di tutti i partecipanti al traffico stradale. Fonte ufficio stampa dei vigili del fuoco

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo si difende così: “Erano loro i problematici”

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo: “Loro problematici, troppo vivaci”

Cronaca  – Le maestre dell’asilo di Sermoneta sono state accusate di maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione. Durante l’ultima udienza, una delle due insegnanti si è difesa davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, sostenendo che i bambini erano troppo vivaci e problematici, quindi hanno utilizzato un linguaggio verbale violento.

Secondo quanto ricostruito dalle insegnanti sessantacinquenne A.T. e quarantaduenne F.D., i bambini avrebbero subito non solo parole cattive, intimidazioni e insulti, ma anche schiaffi, tirate di orecchie e capelli. I genitori dei piccoli alunni hanno sporto denuncia nel 2017 e il processo è ancora in corso, sette anni dopo gli abusi.

Durante l’udienza, uno dei genitori che si è costituito parte civile ha alzato la voce durante l’esame di una delle due imputate ed è stato allontanato dall’aula, evidenziando la tensione presente ad ogni udienza.

Per formalizzare le accuse, è stato necessario esaminare le immagini riprese dalle telecamere installate dai carabinieri del Nas, che hanno immortalato i comportamenti violenti delle due maestre. La sessantacinquenne accusata di maltrattamenti ha giustificato il suo linguaggio violento come necessario per gestire i bambini problematici, mentre la collega risponde di abuso dei mezzi di correzione e utilizza un “linguaggio affabulatorio” per tenere buoni i bambini.

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Cronaca

Striscione al Colosseo contro UE e Usa per il genocidio di Gaza

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Striscione al Colosseo

Attivisti dei diversi movimenti affiliati a La Rete dei Patrioti hanno collocato uno striscione sul ponte degli Annibaldi a Roma, di fronte al Colosseo, per manifestare il loro dissenso nei confronti della politica estera dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Il messaggio sullo striscione recita: “UE e USA complici del genocidio a Gaza“, esprimendo così una netta condanna della politica estera ritenuta disastrosa da parte di questi movimenti. Essi ritengono che l’UE e gli USA non solo non condannino adeguatamente le azioni discutibili di Israele nella Striscia di Gaza, ma che sostengano attivamente il governo di Netanyahu, giustificando tutte le azioni brutali perpetrate contro i civili innocenti, che sono degenerate in una vera e propria strage.

Inoltre attraverso una nota stampa, gli attivisti accusano l’UE e gli USA di criminalizzare il popolo palestinese, che cerca solo di vivere in pace e di ottenere uno Stato libero dall’oppressione dell’occupazione israeliana. Questa critica evidenzia una preoccupazione per la mancanza di sostegno internazionale nei confronti dei diritti umani e della giustizia per il popolo palestinese.

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Attualità

Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

Cronaca Roma – A quasi due mesi da un grave episodio di tentato omicidio in cui un ragazzo di 21 anni è stato accoltellato varie volte, due uomini sono stati arrestati a Roma. Si tratta di Massimo Langella, 57 anni, e Francesco Arrabito, 51 anni, ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Secondo le indagini, i due uomini avrebbero aggredito il ragazzo, forse per un debito di droga, picchiandolo, colpendolo con bottiglie e accoltellandolo, per poi abbandonarlo in una macchina in periferia.

Il giovane è stato trovato svenuto sul volante dell’auto, grazie al suo colpo di clacson alcuni passanti hanno potuto chiamare i soccorritori. La vita del ragazzo è stata salvata nonostante le sue gravi condizioni, dovute anche al fatto che la lama del coltello si è rotta durante l’aggressione. L’episodio è avvenuto la sera del 7 gennaio a Roma, in via Lecce nei Marsi, dove i due uomini avevano attirato la vittima nel loro appartamento e l’avevano brutalmente picchiata e accoltellata.

Sul caso stanno indagando gli agenti del commissariato Casilino, ma il movente non è ancora chiaro in quanto la vittima non ha collaborato pienamente con la polizia. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, gli aggressori potrebbero essere associati a una famiglia Sinti con cui la vittima aveva avuto dei contrasti, forse legati a debiti di droga.

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

Cronaca Roma – Un giovane di diciannove anni è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di una grossa quantità di droga nella sua abitazione a Fiumicino. Il ragazzo dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti di fronte all’Autorità Giudiziaria. Il sequestro ha portato alla scoperta di due involucri contenenti 58 grammi di cocaina, circa 88 grammi di hashish e 11 chili di marijuana.

Le forze dell’ordine coinvolte nell’operazione sono stati i militari delle Compagnie di Roma Ostia e Roma Cassia e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia. La droga era pronta per essere confezionata e venduta nelle piazze di spaccio a Roma e provincia da parte del ragazzo poco più che maggiorenne. Durante un controllo, il comportamento sospetto del giovane ha attirato l’attenzione dei carabinieri che si stavano dirigendo in zona. Alla vista dei militari, le due persone a bordo dell’auto con cui il ragazzo aveva interagito sono fuggite, mentre lui è corso verso casa.

Dopo aver controllato il ragazzo e trovato con lui due involucri di cocaina e hashish, i militari hanno deciso di esplorare l’abitazione. Al suo interno hanno rinvenuto ulteriori quantità di hashish, marijuana, cocaina, materiale per il confezionamento della droga e contanti. Il diciannovenne è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa del processo, mentre la droga è stata sequestrata.

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Scontri a Pisa: Il vescovo di Chioggia “La Berlinguer è una furbastra”

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Scontri a Pisa: vescovo Chioggia choc, Berlinguer aggredita; forze ordine indifferenti

Il vescovo emerito di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, ha scatenato polemiche con le sue dichiarazioni sulla situazione degli studenti manganellati dalla polizia a Pisa. In particolare, ha definito Bianca Berlinguer una “furbastra” e ha espresso il desiderio che fosse aggredita e che le forze dell’ordine si voltassero dall’altra parte.

Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, è in pensione da poco più di due anni e attualmente vive nel suo paese natale, Tezze sul Brenta. Nonostante la sua pensione, continua a essere attivo sui social e a esprimere le sue opinioni su varie questioni. Nel corso degli anni ha fatto parlare di sé per varie prese di posizione contro decisioni politiche e sociali, attirando sia consensi che critiche.

Le dichiarazioni di Tessarollo hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che hanno apprezzato la franchezza del vescovo emerito e altri che hanno condannato duramente il suo desiderio di violenza nei confronti di Bianca Berlinguer. In particolare, Endri Bullo e Fortunato Guarnieri hanno espresso pareri contrapposti, con Bullo che ha sottolineato il trattamento riservato ai politici corrotti e Guarnieri che ha ritenuto le parole di Tessarollo indegne di un rappresentante della Chiesa. Guarnieri ha inoltre sollevato il tema della repressione della libertà e dell’importanza di educare le future generazioni alla difesa dei principi costituzionali.

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Lazio, Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini

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Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini. Anziano denunciato

Infastidito dal cagnolino della vicina, un anziano di 76 anni del posto a Minturno ha preso il fucile e ha sparato all’animale. I carabinieri hanno denunciato l’uomo e gli hanno sequestrato le armi. Il 23 febbraio scorso, l’anziano ha colpito il cagnolino alle zampe e al torace con circa 30 pallini. Oltre alla denuncia a piede libero, i militari hanno sequestrato tre fucili e munizioni all’uomo. La proprietaria del cane ha portato l’animale da un veterinario a Minturno per le cure necessarie, in seguito all’aggressione subita.
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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

Cronaca Roma – Gli ufficiali della Polizia di Stato del III Distretto “Fidene – Serpentara”, dopo un’operazione investigativa complessa e sensibile coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma contro un uomo di 46 anni, fortemente sospettato di maltrattamenti in famiglia.

L’indagine è partita da una segnalazione pervenuta al numero di emergenza 112 riguardante una “lite in famiglia”. Gli agenti di via Franco Enriquez sono intervenuti immediatamente e hanno raccolto i resoconti di alcune testimoni, le quali hanno manifestato profonda preoccupazione per l’incolumità di una loro amica. Quest’ultima, da due anni, era soggetta alle vessazioni del convivente, il quale, per gelosia, le vietava persino di uscire di casa da sola. La paura instillata in lei era così grande da impedirle di denunciare.

Attraverso servizi di osservazione e controllo mirati a individuare il responsabile e avvicinare la vittima senza la presenza dell’aguzzino, gli agenti hanno agito durante i brevi momenti di assenza dell’uomo. Hanno così potuto avvicinare la vittima e offrirle il supporto necessario per raccontare gli abusi subiti.

L’ennesimo caso di Cronaca a Roma ha fatto sì che la denuncia ha rivelato che la donna era stata vittima per due anni di continui maltrattamenti, finalizzati a controllare ogni aspetto della sua vita quotidiana. Era costretta a rimanere costantemente in casa, con limitazioni nelle amicizie, divieto di contatti maschili, controllo dei suoi dispositivi elettronici e addirittura una riduzione delle sue attività lavorative. Alla luce di queste indagini approfondite, la Procura di Roma ha richiesto e ottenuto la custodia cautelare. Fonte 

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Tribunale di Roma assolve la mamma dagli schiaffi per le foto osé della figlia 12enne

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Mamma assolta per schiaffi alla figlia 12enne per foto osé

Una donna è stata assolta per aver dato degli schiaffi alla figlia dodicenne che stava inviando foto osé a un ragazzo di diciannove anni. Questa decisione è stata presa dal Tribunale di Roma, che ha escluso la punibilità della madre sostenendo che agisse nel suo diritto e dovere di educare e correggere i figli. La donna è stata assolta per l’episodio della chat con il ragazzo diciannovenne, ma è stata condannata per altri maltrattamenti nei confronti della figlia e della madre.

I fatti risalgono al 2016, quando la madre ha sorpreso la figlia che chattava con il ragazzo maggiorenne e gli inviava foto osé. La donna ha reagito rabbiosamente strappandole il telefono e scoprendo la situazione. Nonostante sia stata assolta per questo episodio specifico, è stata condannata per altri maltrattamenti che avrebbe inflitto alla figlia e alla madre tra il 2016 e il 2019.

La ragazza, oggi maggiorenne, ha giustificato sua madre dicendo che capiva il motivo dei suoi schiaffi e che erano dovuti alla preoccupazione per le sue azioni sbagliate. Nonostante la reazione violenta della madre, la giovane ha compreso le intenzioni di correggerla. La donna è stata condannata a un anno e sette mesi di carcere per i maltrattamenti inflitti alla figlia e alla madre nel corso di tre anni.

La severità della condanna è stata motivata dalla frequenza e dalla violenza degli schiaffi inflitti dalla donna. Nonostante la madre sia stata assolta per l’episodio specifico dei schiaffi legato alla chat con il ragazzo diciannovenne, la condanna per i maltrattamenti dimostra che il tribunale ha preso sul serio il comportamento violento della donna nei confronti della figlia e della madre.

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Vincenzo Rizzotto ucciso dal suocero durante litigio al compleanno della figlia

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Vincenzo Rizzotto ucciso dal suocero durante litigio al compleanno della figlia

Vincenzo Rizzotto, 42 anni, è stato ucciso a Mascalucia (Catania) con un coltello da sub al culmine di una lite durante la festa per i 18 anni della figlia: è stato fermato per l’omicidio il suocero, Giovanni Nicolosi.

Si chiamava Vincenzo Rizzotto ed aveva 42 anni l’uomo ucciso ieri sera durate una festa di compleanno in famiglia a Mascalucia nel Catanese, al culmine di una lite. Per l’omicidio è stato fermato Giovanni Nicolosi, 60 anni, suocero della vittima. Ma facciamo un passo indietro.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri precipitatisi sul luogo del delitto, nel corso della festa per il diciottesimo compleanno della figlia della vittima, il nonno della ragazza avrebbe avuto un dissidio con il genero, compagno della figlia. La lite, cominciata in casa, è proseguita poi nel cortile condominiale e lì il 60enne avrebbe accoltellato Rizzotto: un solo fendente all’addome con un coltello da sub. Nicolosi prima della lite avrebbe visto litigare la vittima con la figlia e la nipote nel cortiletto dell’edificio ed è andato a prendere un coltello con una lama di 27 centimetri con cui ha colpito il genero. In pochi istanti, tutti i familiari che partecipavano alla festa si sono riversati nella corte della piccola palazzina per vedere cosa fosse accaduto, insieme con altri condomini. Allertati i soccorsi, il 42enne è deceduto durante il trasferimento al Policlinico di Catania.

Sia il presunto assassino che la vittima, coi loro nuclei familiari, abitano nello stesso edificio in via Pablo Picasso. L’indagato, che è stata raggiunto dai militari apparentemente confuso e all’interno del bagno dell’abitazione, è stato portato nella casa circondariale di Catania – Piazza Lanza, mentre i carabinieri della Tenenza di Mascalucia e i militari della Sis del Comando provinciale si sono occupati di tutti i rilievi scientifici del caso.

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