Capello su Totti: “Un dirigente non è un giocatore”

Sono passati ben diciotto anni da quando Fabio Capello guidò la Roma alla conquista del terzo e ultimo scudetto della sua storia.

L’allenatore friulano conosce bene l’ex capitano giallorosso. Ma conosce anche le insidie della piazza romana spesso critica nei confronti dei propri beniamini. Le parole di Capello sul caso Totti: “Francesco ha capito che un conto è fare il dirigente, un altro il giocatore. I tifosi sono dalla sua parte sicuramente. Non so qual è il motivo per cui la società non è riuscita a gestire la situazione. Non conosco la verità. In genere ce ne sono due. Bisognerebbe conoscere anche quella della società.

La squadra ha sempre voluto bene a Totti per quanto ha fatto e dato al club giallorosso. Ma se ti viene proposta una cravatta e una scrivania il lavoro è completamente diverso. Se fai parte di una dirigenza incidi meno che in campo. Ora Totti ha capito che fare il dirigente è diverso da giocare. Nelle difficoltà e non riuscendo a essere incisivo come lo era da giocatore credo che abbia preferito lasciare”.

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ROMA – ANCHE LA RAGGI STA CON TOTTI

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