“Prima di fare il parlamentare nella mia prima vita, ho fatto il cooperante, ho lavorato in Congo. Forse piu’ che dare di piu’ all’Africa, dovremmo toglierle di meno. Oggi non si fa con gli slogan degli ‘accogliamoli tutti’ o ‘aiutiamoli a casa loro’. Non credo che i flussi migratori siano cose positive, questa frase magari viene additata come razzista. Fino a che non si affronteranno le cause (dell’immigrazione, ndr) non ne usciremo mai”. Questo il pensiero di Alessandro Di Battista sulle ONG e il problema immigrazione a Polignano a Mare (Bari), intervistato al festival del Libro possibile.
“Le tematiche dell’Ong mi annoiano. Non abbiamo futuro se consideriamo il problema dell’immigrazione come il numero uno. Ho detto che e’ giusto proteggere i confini, il business dell’immigrazione va bloccato, non mi sta bene il comportamento delle Ong, ma e’ sbagliato credere che il problema degli immigrati sia quello principale dell’Italia. I problemi sono le organizzazioni criminali, l’accentramento di potere il liberismo galoppante e la corruzione endemica in tutti i settori, anche nella magistratura”.
“Mi fa strano pensare che nei giorni in cui la Sea Watch era a largo di Lampedusa, volutamente perche’ la capitana avrebbe creato un caso politico, c’erano parlamentari che hanno votato la guerra in Libia e fatto finta di piangere, che non hanno mai versato lacrime per i bambini morti in Libia, per una guerra avallata da un governo di centrodestra. E’ tutto uno show”, ha concluso Di Battista.
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