Paragone smentisce la scissione: “Non passiamo il tempo a organizzarne o a fare divisioni nel Movimento. A Beppe Grillo direi che non sono io il problema del M5s e non lo è neanche Alessandro”.
Sull’espulsione: “In questa questione ho diritto ad avere un giudice terzo oppure no? Io la metto sul profilo del rispetto delle regole. Vengo ammonito per non aver votato la manovra ma il collegio dei probiviri che ha deciso ha dentro un ministro in carica (Fabiana Dadone, ndr) che è quindi in conflitto di interessi. In quella situazione lei esce e la composizione diventa di due probiviri su tre ma non si sa nemmeno come funziona il voto sull’espulsione?”.
Sul suo futuro politico e sulla rottura nel Movimento: “Non lo so se ora c’è un effetto valanga, io non sono capo cordata di niente”. Poi ha smentito le indiscrezioni che lo dicono pronto a passare alla Lega: “Sono stato eletto con il M5s e sono orgoglioso del programma con cui ho fatto campagna elettorale”. Alla fine attacca Di Maio: “Non è riuscito a rendere forte la trama del tessuto del Movimento 5 stelle e così tutto diventa sfilacciato”.
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