“Ricchi cachet per artisti famosi e paghe vergognose per altri professionisti”, ha denunciato la segretaria nazionale Slc Cgil Emanuela Bizi, precisando: “Cinquanta euro al giorno è il compenso di molti musicisti che si esibiranno da oggi sul palco dell’Ariston”.
“Prove estenuanti e tempi di lavoro interminabili: dalle 10 del mattino fino a fine diretta, spesso dopo la mezzanotte”, ha evidenziato Emanuela Bizi a poche ore dall’inizio della settantesima edizione del Festival di Sanremo.
“Sono condizioni inaccettabili che svelano, ancora una volta, come dietro luci sfavillanti e giacche doppiopetto il mondo dello spettacolo in Italia non riconosca il lavoro degli artisti anche se, proprio sulle loro capacità e competenze, mette in piedi fruttuosi business”.
“Una situazione che, se possibile, appare ancora più grave quando a determinarla è la Rai, azienda che svolge il fondamentale compito di servizio pubblico, e che non può discriminare o non pagare adeguatamente tutti i suoi lavoratori, compresi gli artisti. Emanuela Bizi ha concluso: “Purtroppo l’orchestra a Sanremo non suona una musica uguale per tutti”.

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