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Cronaca

Aggredisce moglie e figlioletta poi minaccia il padre: peruviano nei guai

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Aggredisce moglie e figlioletta poi minaccia il padre con un coltello: peruviano nei guai.

Aggredisce moglie e figlioletta poi minaccia il padre con un coltello. Un episodio gravissimo quello avvenuto in un appartamento in zona Pietralata. Protagonista un 29enne originario del Perù, appena rientrato in casa, dove vive con la famiglia e i propri genitori. Una volta varcata la soglia, ha iniziato ad inveire contro la moglie, sotto gli occhi della figlia minore.

Le parole non sono però bastate all’uomo, che ha fatto loro seguire calci e pugni all’indirizzo della 34enne. A nulla sono valsi i tentativi di bloccarlo del padre, a sua volta minacciato dal figlio con un coltello.

Il 66enne è riuscito tuttavia a mettere in salvo nuora e nipote fuori dall’appartamento. Poi ha avvisato una vicina di casa, che ha provveduto a chiamare il numero unico di emergenza.

T.D.D., queste le iniziali del 29enne, aveva già assunto in passato comportamenti violenti. A confermarlo la stessa moglie, agli agenti del Reparto Volanti e del commissariato Sant’Ippolito, intervenuti immediatamente. I poliziotti hanno dunque tratto in per l’uomo, poi condotto presso il carcere di Regina Coeli.

Sequestrato invece il coltello, rinvenuto all’ingresso dell’appartamento.

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Cronaca

ROMA Bimba di 10 anni muore dopo operazione all’orecchio: condannati 2 anestesisti

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La bambina era morta nel marzo del 2014 a seguito di un’operazione all’orecchio.

Si è concluso il processo legato alla morte della bimba di 10 anni che nel 2014 era stata sottoposta presso la clinica Villa Mafalda ad un’operazione all’orecchio considerata di routine. Sono stati condannati a 2 anni di reclusione i due anestesisti con l’accusa di omicidio colposo, poiché per l’accusa si sarebbero allontanati dalla sala operatoria dopo aver somministrato l’anestesia. La pena è sospesa in quanto subordinata al pagamento di una provvisionale di  550mila euro da destinare ai familiari che si sono costituiti parte civile. Assolti dal giudice il chirurgo, un suo collaboratore e la direttrice sanitaria della struttura perché “il fatto non sussiste”.

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