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Il viceministro Sileri sta con Zangrillo: “Ha ragione”

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Pier Paolo Sileri sta con il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo. Il viceministro della Salute rivendica la scelta del governo di aver aperto i confini regionali nonostante diversi scienziati avessero detto di aspettare ancora un po’: “Non affidiamoci soltanto ai numeri. I malati non arrivano più nelle terapie intensive. Consideriamo anche questo e diamo ottimismo. Il dottore Zangrillo ha ragione, voleva dire esattamente questo. Walter Ricciardi non aveva ancora visto il monitoraggio dei 21 parametri”.

Viceministro Sileri il coronavirus esiste ancora o come dice Zangrillo non esiste più? “Quando ha detto che non esiste più si riferiva alla sua attività di primario che lavora in terapia intensiva. Non vediamo più i pazienti in terapia intensiva e le ragioni sono diverse. Da medico e viceministro la prima cosa che mi viene in mente è l’utilizzo delle mascherine, il rispetto della distanza di sicurezza e il lavaggio delle mani. Tre fattori che impediscono il contagio e fanno in modo che il Coronavirus non circoli in maniera forte”. Per questo il governo ha deciso di riaprire i confini della Lombardia con le altre regioni? “Milano città e tutta la città metropolitana ieri hanno avuto 45 nuovi contagi in tutto. Significa che il virus non sta circolando in maniera forte. I medici dicono che si tratta di casi che non hanno una rilevanza clinica in termini di posti letto. Zingrillo è l’anello finale lavorando in terapia intensiva ed è per questo che ha fatto quella osservazione secondo me corretta. Il numero dei decessi è in calo e i medici dicono che non vedono casi gravi da molti giorni, le persone che muoiono si trovano in terapia intensiva da tempo. Una cosa è certa, gli ospedali sono meno pieni”.

Walter Ricciardi ha detto che sarebbe stato meglio aspettare ancora un po’ prima di riaprire la Lombardia. Il governo ha preso una decisione politica? “Ricciardi ha detto che sulla Lombardia dovevamo essere più cauti perché ha creato la maggioranza dell’epidemia. Non ha detto ‘chiudete la Lombardia’ ma di fare attenzione perché è la regione con più casi. Ma il monitoraggio viene fatto sui 21 parametri della circolare diffusa dal ministro Speranza. Sono questi che indicano la pericolosità del virus. Ricciardi non aveva ancora visto i parametri e gli indicatori principali. Questi dati ci hanno detto che potevamo riaprire anche la Lombardia”. Anche il Comitato tecnico scientifico ha raccomandato prudenza. Vi assumete la responsabilità delle scelte? “Il comitato tecnico scientifico offre una diagnosi tecnica e scientifica, dall’altro lato c’è il governo che ha le sue esigenze politiche. Non c’è stato un disaccordo ma un confronto. L’Italia si è ammalata, siamo in convalescenza. Bisogna uscirne con cautela. Siamo sotto osservazione e ogni settimana i dati ci diranno quanto stiamo guarendo”.

Non crede ci siano troppe voci che creano parecchia confusione nei cittadini? “Fino a oggi hanno parlato in tanti, credo sia un errore. Forse un maggior coinvolgimento di tutti dietro un tavolo poteva essere utile. Il dibattito andava fatto tra privati e non in pubblico. Anche i dati andavano presentati in maniera scientifica. Io dissi per esempio che il bollettino delle 18 non andava pubblicato tutti i giorni”. Si è detto che i numeri della Lombardia sono truccati. State verificando? “Poteva essere così anche un mese fa. C’è l’evidenza dei numeri e c’è quella clinica. In ospedale i malati non arrivano. Questo è il punto. Ciò non significa togliere la mascherina. Siamo pronti a richiudere piccoli paesi, strutture, un condominio per limitare la diffusione del virus dove si scopre un focolaio”. Quando arriverà la relazione del Comitato tecnico scientifico su Alzano e Nembro? “La chiusura delle Rsa poteva essere fatta anche dalla regione Lombardia, vediamo cosa dirà l’indagine delle procura,. Col senno del poi diventa tutto più facile, si scoprirà che questo virus circolava anche prima”. Molti virologi dicono che ci sarà una seconda ondata in autunno. Come vi state preparando? “Lasciando in essere tutte le strategie messe in atto in questi mesi, assunzione dei medici e terapie intensive. La prima ondata è stata una tsunami, la seconda ondata potrà essere una mareggiata. Dipende da come continueremo a seguire le regole”. Quando sarà pronto il vaccino? “La ricerca sta andando avanti veloce. Sarà pronto nei primi mesi del prossimo anno”.

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