Il figlio di Zanardi, Niccolò, in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ si dice ottimista sul futuro del padre. Si può dire che sia fuori pericolo? “Non è più in pericolo di vita, ed è già molto, ma ha davanti a sé un percorso ancora lunghissimo. Lo sappiamo e siamo preparati. Siamo anche contenti perché il suo recupero è molto più veloce di quanto ci si aspettasse. Ma non bisognerebbe sorprendersi: questo è papà. È incredibile l’energia che ha. Ha una forza straordinaria”. È cosciente, interagite con lui? “Interagire è un’altra cosa. Ma adesso i segnali sono incoraggianti. Ripeto, ci vorrà ancora molto tempo. A differenza di mia madre io vorrei dirvi di più sulle sue condizioni. Vorrei rispondere alle domande di tutti coloro che gli vogliono bene e che ci scrivono per avere sue notizie. Ma davvero neanche noi sappiamo come andrà”.
Sente la vostra presenza? “Sì, questo è importante. Noi gli siamo sempre accanto. Anche a Siena siamo sempre stati lì con lui. Non ho mai perso uno dei miei turni al suo fianco in ospedale. Con la mamma abbiamo fatto tutti i giorni la spola, trecento chilometri al giorno tra andata e ritorno”. Gli parlate, vi ascolta? “Gli parliamo, certo. Ora che non è più sedato possiamo. Prima era proprio controindicato. I medici ci spiegavano che stimoli esterni avrebbero interferito con la sedazione. Ora ci dividiamo i compiti: noi diamo gli stimoli affettivi, i medici quelli neurologici”. Con una squadra così c’è di che essere fiduciosi vero? “Papà ce la farà, sono sicuro. Ce la farà anche questa volta. E un giorno ne parleremo. La racconterà a me e la racconterà anche ai miei figli. Sono fiducioso e lo è anche la mamma”.
Lei come sta? “È molto stanca, provata. Però è un po’ più tranquilla. Poi ci sono io con lei. Ho 21 anni. Quando accadde il primo incidente, a Berlino, non potevo fare nulla per aiutarla perché ero molto piccolo. Avevo solo tre anni e infatti non ricordo nulla. Questa volta, invece, tocca a me essere l’adulto di casa”. Bisogna maturare in fretta in momenti come questi: “Sì, sono davvero dovuto crescere in fretta in questo periodo, ma va bene”. I medici vi hanno detto se recupererà la vista? “Il problema della vista è il meno per adesso. Ciò che conta è sapere se potremo di nuovo riuscire a comunicare con lui. Abbiamo una lunghissima strada davanti, ma finalmente è una strada in discesa”. Resterete qui fino a quando il papà è ricoverato? “Sì, certo. Anzi adesso scusatemi ma devo raggiungere mia madre. Mi aspetta per la cena”.
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