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Il figlio di Zanardi: “Papà ce la farà, ne sono sicuro”

Il figlio di Alex Zanardi, Niccolò, ottimista: “Papà ce la farà, ne sono sicuro”.

Il figlio di Zanardi, Niccolò, in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ si dice ottimista sul futuro del padre. Si può dire che sia fuori pericolo? “Non è più in pericolo di vita, ed è già molto, ma ha davanti a sé un percorso ancora lunghissimo. Lo sappiamo e siamo preparati. Siamo anche contenti perché il suo recupero è molto più veloce di quanto ci si aspettasse. Ma non bisognerebbe sorprendersi: questo è papà. È incredibile l’energia che ha. Ha una forza straordinaria”. È cosciente, interagite con lui? “Interagire è un’altra cosa. Ma adesso i segnali sono incoraggianti. Ripeto, ci vorrà ancora molto tempo. A differenza di mia madre io vorrei dirvi di più sulle sue condizioni. Vorrei rispondere alle domande di tutti coloro che gli vogliono bene e che ci scrivono per avere sue notizie. Ma davvero neanche noi sappiamo come andrà”.

Sente la vostra presenza? “Sì, questo è importante. Noi gli siamo sempre accanto. Anche a Siena siamo sempre stati lì con lui. Non ho mai perso uno dei miei turni al suo fianco in ospedale. Con la mamma abbiamo fatto tutti i giorni la spola, trecento chilometri al giorno tra andata e ritorno”. Gli parlate, vi ascolta? “Gli parliamo, certo. Ora che non è più sedato possiamo. Prima era proprio controindicato. I medici ci spiegavano che stimoli esterni avrebbero interferito con la sedazione. Ora ci dividiamo i compiti: noi diamo gli stimoli affettivi, i medici quelli neurologici”. Con una squadra così c’è di che essere fiduciosi vero? “Papà ce la farà, sono sicuro. Ce la farà anche questa volta. E un giorno ne parleremo. La racconterà a me e la racconterà anche ai miei figli. Sono fiducioso e lo è anche la mamma”.

Lei come sta? “È molto stanca, provata. Però è un po’ più tranquilla. Poi ci sono io con lei. Ho 21 anni. Quando accadde il primo incidente, a Berlino, non potevo fare nulla per aiutarla perché ero molto piccolo. Avevo solo tre anni e infatti non ricordo nulla. Questa volta, invece, tocca a me essere l’adulto di casa”. Bisogna maturare in fretta in momenti come questi: “Sì, sono davvero dovuto crescere in fretta in questo periodo, ma va bene”. I medici vi hanno detto se recupererà la vista? “Il problema della vista è il meno per adesso. Ciò che conta è sapere se potremo di nuovo riuscire a comunicare con lui. Abbiamo una lunghissima strada davanti, ma finalmente è una strada in discesa”. Resterete qui fino a quando il papà è ricoverato? “Sì, certo. Anzi adesso scusatemi ma devo raggiungere mia madre. Mi aspetta per la cena”.

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