Gli imputati per l’omicidio di Willy sono stati trasferiti in un altro braccio al termine del periodo di quarantena obbligata per l’emergenza Covid. Si tratta del reparto precauzionale di Rebibbia, il G9, quello che nel gergo carcerario è conosciuto come il “braccio degli infami”, riservato a pedofili e assassini di donne e bambini. I due fratelli e Pincarelli infatti, si sono contraddistinti per comportamenti violenti anche durante la quarantena carceraria, arrivando alle mani con un detenuto di nazionalità marocchina. E’ stata la figlia di quest’ultimo a chiedere all’associazione “Detenuti liberi” di farli spostare. Sembra che per i tre autori del pestaggio mortale di Colleferro si prospetti un lungo soggiorno in carcere: se in un primo momento i legali degli imputati avevano cercato di ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare e di ottenere gli arresti domiciliari come avvenuto per Francesco Belleggia, in seguito si sono visti costretti a depositare la denuncia al ricorso al Tribunale del Riesame di Roma. Le accuse nei confronti dei loro assistiti infatti si sono fatte più gravi: l’accusa è passata da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.
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