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Fratelli Bianchi, rissa in carcere: trasferiti al G9

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Lo spostamento dei due imputati deciso dopo la denuncia dell’associazione “Detenuti Liberi”

Gli imputati per l’omicidio di sono stati trasferiti in un altro braccio al termine del periodo di quarantena obbligata per l’emergenza Covid. Si tratta del reparto precauzionale di , il G9, quello che nel gergo carcerario è conosciuto come il “braccio degli infami”, riservato a pedofili e assassini di donne e bambini. I due fratelli e Pincarelli infatti, si sono contraddistinti per comportamenti violenti anche durante la quarantena carceraria, arrivando alle mani con un detenuto di nazionalità marocchina. E’ stata la figlia di quest’ultimo a chiedere all’associazione “Detenuti liberi” di farli spostare. Sembra che per i tre autori del pestaggio mortale di Colleferro si prospetti un lungo soggiorno in carcere: se in un primo momento i legali degli imputati avevano cercato di ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare e di ottenere gli arresti domiciliari come avvenuto per Francesco Belleggia, in seguito si sono visti costretti a depositare la denuncia al ricorso al Tribunale del Riesame di Roma. Le accuse nei confronti dei loro assistiti infatti si sono fatte più gravi: l’accusa è passata da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.

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BLITZ Dei Carabinieri: 22 indagati per illeciti al Comune di Artena (RM)

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BLITZ Dei Carabinieri


BLITZ Dei Carabinieri – Finiscono in manette il sindaco e un assessore per illeciti nel Comune di Artena (RM)

BLITZ Dei Carabinieri – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma nella prima mattinata, hanno condotto e portato al termine le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri. L’operazione è stata completata dopo che il Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica ha emesso un’ordinanza ai danni del Sindaco, l’assessore ai Lavori Pubblici l’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico, tutti del Comune di Artena nonché per il presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali. Tutte queste persone, sono finite in manette. Inoltre, è stata aggiunta la sospensione temporanea dai pubblici uffici nei confronti della segretaria comunale, del vice comandante della Polizia Locale e della responsabile dell’ufficio personale dello stesso Comune alle porte di Roma.

L’attività investigativa compiuta dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro faceva emergere una pluralità di condotte delittuose integranti i delitti di concussione, tentata concussione, falsità ideologica (in relazione all’approvazione del bilancio di previsione del Comune di Artena per gli anni 2018-2020), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e plurimi abusi d’ufficio.

È emersa, altresì, la consumazione, da parte del Sindaco, in concorso con altro soggetto, all’epoca dei fatti consigliere di minoranza del Consiglio comunale di Artena, del reato di corruzione per l’esercizio della funzione nonché, da parte dell’Assessore ai lavori pubblici, in concorso con un imprenditore, del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. L’indagine, infine, faceva emergere altre condotte delittuose quali l’annullamento di diverse contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada a determinati soggetti nonché, con riferimento al presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali, di più ipotesi di tentata concussione.

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