Nuovi sviluppi dalle indagini sulla vicenda hacker regione Lazio


L’operazione Hacker Regione Lazio avrebbe avuto inizio nella postazione di uno dei dipendenti, da dove si poi sarebbe infiltrata, contaminandole, in quelle di altri colleghi. Circa cento, secondo gli inquirenti, che tra essi annoverano anche un admin di rete. Il raid sarebbe stato così condotto in porto con esito decisamente positivo. Sono queste solo le ultime novità emerse dal lavoro portato avanti dai pm Dito e Di Fede. I quali proseguono le ricerche dei cyber pirati e soprattutto dei dati sensibili dei quasi 6 milioni di abitanti nella nostra regione.
Di questi ultimi, fanno sapere i magistrati, al momento sul web non c’è ancora traccia, per cui è probabile che i criminali li abbiano ancora con sè. Ciò nonostante il termine da essi fissato per restituirli sia scaduto venerdì. E’ in atto dunque una corsa contro il tempo da parte degli inquirenti per cercare di scongiurare una vendita nel breve termine. Si sta provando a ricostruire il percorso effettuato dai pirati, passati probabilmente anche da oltre oceano. Un server USA sarebbe stato infatti tra i loro punti di appoggio, motivo per cui è stata inviata una rogatoria al governo americano.
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