Un detenuto di 67 anni è morto in seguito a “sofferenze odontoiatriche” nel carcere di Rebibbia a Roma. La notizia è stata diffusa tramite un post sui social dal Garante del Lazio per le persone private della libertà, Stefano Anastasia, provocando subito una protesta da parte degli altri detenuti. Al momento dell’evento, il defunto soffriva di problemi cardiaci e di diabete.
Ora, le autorità stanno indagando sulla puntualità del soccorso e sul tipo di assistenza fornita al detenuto, per stabilire se ci possano essere state delle mancanze. Anastasia ha denunciato la paura dei detenuti di morire in carcere per diversi motivi. L’indagine della procura avrebbe il compito di chiarire i dubbi sollevati riguardo i soccorsi e assistenza.
Tra le dichiarazioni fatte da Anastasia c’è la necessità di migliorare l’assistenza sanitaria in carcere. Ha inoltre evidenziato la necessità di prendere in considerazione l’incompatibilità tra la detenzione e le gravi malattie che non possono essere adeguatamente curate in carcere. A confermare questa incompatibilità sarebbe la morte del detenuto, che soffriva di diabete e problemi cardiaci.
Dopo l’annuncio della morte del detenuto, gli altri carcerati hanno iniziato a protestare. Secondo le dichiarazioni del Garante, la protesta è stata civile e ha richiamato l’attenzione sulla problematica. È stata proprio a seguito di questa protesta che l’inchiesta della procura è stata avviata.
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