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Rilevata presenza di cocaina nell’aria di Roma: le zone interessate

La centralina di via Belloni a Cinecittà ha segnalato la presenza di polveri sottili, inquinamento e tracce di cocaina nell’aria della capitale, situata dietro l’oratorio della parrocchia Don Bosco e vicino a viale Palmiro Togliatti.
Secondo uno studio del Cnr riportato dal quotidiano Messaggero, la centralina di Cinecittà ha registrato negli ultimi 10 anni una concentrazione di cocaina nell’aria superiore rispetto agli altri due punti di rilevazione a Corso Francia e Cipro. Anche se attualmente la percentuale non presenta rischi significativi per la salute, residenti e autorità stanno lavorando a un piano per mitigarne gli effetti.
Alcuni abitanti manifestano preoccupazioni riguardo al consumo di droga nei dintorni della centralina e sottolineano la presenza di situazioni ancora più gravi in altri quartieri. Gli amministratori del quartiere “Giulio Agricola e Appio Claudio” riconoscono la presenza diffusa di spaccio e consumo di droga nella zona.
L’avvocata Tiziana Siano, presidente del comitato di quartiere Don Bosco, evidenzia come la situazione rappresenti una problematica significativa e ha sollecitato la creazione di un osservatorio sulla legalità interforze presso la prefettura. Altri residenti del comitato condividono la necessità di potenziare la sorveglianza per affrontare le questioni nella zona.
Il consigliere di Municipio Umberto Matronola ha criticato la decisione di non aderire all’ordinanza Malamovida, sottolineando l’importanza di controllare zone come Appio Claudio e Flavio Stilicone. Il presidente del Municipio, Francesco Laddaga, ha richiesto maggiore attenzione e collaborazione da parte dei residenti e ha assicurato che l’osservatorio sulla legalità è pronto a partire non appena saranno nominati i componenti.
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Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai

Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai, condannata a 9 anni. #Ostia #Truffa #Notizie
Una vicenda a dir poco incredibile si è verificata a Ostia, dove una falsa guaritrice, definita una vera e propria “santona”, è stata arrestata e condannata a nove anni di prigione. La donna era riuscita ad ingannare molte persone con la promessa di cure miracolose per il cancro, utilizzando presunti poteri spirituali e facendo affidamento sull’intelligenza artificiale.
L’arresto è avvenuto dopo un’indagine approfondita portata avanti dalle forze dell’ordine che hanno raccolto sufficienti prove contro di lei. “Una manipolazione del dolore altrui” è stata la definizione fornita dagli investigatori, i quali hanno sottolineato come la santona sfruttasse la disperazione delle sue vittime per estorcergli denaro.
La condanna è stata accolta con sollievo dalle vittime e dalle loro famiglie, molte delle quali si erano affidate a lei nella speranza di trovare una cura impossibile. “Una giustizia attesa da tempo”, ha commentato uno dei parenti delle vittime, esprimendo il sentimento comune di chi ha subito questo inganno.
Sebbene la sentenza rappresenti un’importante vittoria, resta la ferita aperta per chi ha vissuto questo dramma. La vicenda solleva interrogativi importanti sull’influenza e le possibilità di frode legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti così delicati.
Le autorità continuano a fare appelli alla popolazione affinché resti vigile e diffidente nei confronti di chi promette cure miracolose. Questa storia tragica è un monito su quanto sia essenziale verificare sempre la validità delle informazioni e delle pratiche mediche proposte.
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Orban e il Tango con l’Ue: Un Ballo a Passi di Attrito e Diplomazia

Accordo storico o resa? I dazi tra USA e UE accendono il dibattito. 🌍🤔 #Trump #VonDerLeyen #Orban
C’è chi celebra l’accordo come un “enorme” traguardo, frutto di un “duro negoziato”, e chi invece, come il primo ministro ungherese Viktor Orban, lo vede come una “debolezza commerciale” dell’Unione Europea. “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione.” – Un commento pungente per sottolineare la forza di Trump rispetto alla presidente della Commissione.
Orban, notoriamente critico verso Bruxelles, non ha risparmiato le sue parole dure, affermando il suo disappunto per il nuovo impegno dell’UE di acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari in tre anni. L’accordo, che fissa nuovi dazi al 15% a partire dal primo agosto, esclude materiali come acciaio e alluminio, i cui dazi rimangono al 50%.
“Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”, ha aggiunto Orban, insistendo sul fatto che nonostante i tentativi di presentarlo come un successo, questo accordo non sarebbe stato positivo per l’Europa. Il leader ungherese ha chiarito che l’Ungheria si tirerà fuori dall’UE se i “vantaggi supereranno gli svantaggi”.
La metafora di Orban non passa inosservata, concludendo che l’accordo con gli Stati Uniti risulti “peggiore” di quello ottenuto dal Regno Unito. La tensione tra il mantenimento dell’alleanza atlantica e gli interessi europei continua ad alimentare il dibattito politico. Resta da vedere come l’unione gestirà queste divisioni in futuro.
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