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Cacciatori di ladri: la metro si infiamma tra difese e aggressioni
Un nuovo intervento in metropolitana ha sorpreso tutti. La consueta gang di borseggiatori è tornata a tormentare i passeggeri. Come prassi, abbiamo deciso di agire. Appena avvistata, abbiamo allontanato i malintenzionati per tutelare la sicurezza di tutti. La maggior parte di loro, consapevole della propria colpa, si è ritirata senza opposizioni.
Tuttavia, Luis, un volto già noto, ha scelto di rimanere. La sua protesta ha inclinato il clima. Alla nostra insistenza nel farlo uscire, ha risposto con la famosa frase: “Non sei né un poliziotto, né un carabiniere!”. Sembra non rendersi conto che il suo desiderio stava per essere avverato. Proprio mentre giravamo l’angolo, due agenti di Polizia in borghese lo hanno bloccato. L’arroganza di Luis è svanita in un attimo.
L’azione però non si è fermata. Un altro complice, di fronte alla scena, ha preso a correre verso l’uscita. È iniziato un inseguimento frenetico tra i corridoi della metro, ma il ladro è riuscito a sfuggire nella folla. Fuori dalla stazione, la tensione è aumentata. Alcuni degli arrestati hanno provocato gli agenti durante un controllo di routine, forse temendo che potesse emergere altro a loro carico.
A rendere ancora più surreale la situazione, è apparso “l’ingegnere aerospaziale” che, con toni accusatori, ci ha ripreso per presunto fascismo e violenza. Ignorava completamente l’evidenza dei fatti. La giornata ha messo in luce diverse sfaccettature della criminalità e di chi la giustifica, tralasciando il dolore delle vittime e difendendo i carnefici.
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