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Cronaca

Blindati a Termini: la militarizzazione vince sulla piazza verde e scoppia la polemica

Blindati alla stazione Termini: la sicurezza sta diventando un ossessione? #Roma #Sicurezza #Architettura

Un’innovazione inquietante

Quando si parla di sicurezza, la bella capitale non sembra mai del tutto tranquilla. La stazione Termini, uno dei punti nevralgici di Roma, è al centro di un dibattito che rasenta il paradosso. Se da un lato si applaudono i progetti di riqualificazione, dall’altro ci si interroga: la spesa per blindare l’area è veramente necessaria?

L’interpretazione degli architetti

Lo Studio Its Architettura, che ha messo mano alla nuova piazza dei Cinquecento, ha espresso apertamente le sue riserve. Secondo loro, l’idea di blindare la stazione è allarmante e potrebbe emanare un messaggio di paura, piuttosto che di protezione. Non è strano pensare che un luogo di transito debba ricordarci di stare in guardia come in una zona di guerra?

Un balzo verso il futuro

La domanda che sorge è: a cosa stiamo rinunciando? Se la sicurezza richiede investimenti enormi, quali effetti avrà su una città che si vanta di storia e bellezza? Nel tentativo di rendere i nostri spazi pubblici più sicuri, stiamo finendo per costruire una realtà meno accogliente? Un interrogativo che merita una riflessione e ci invita a considerare ciò che veramente vogliamo per il nostro futuro urbano.

In un contesto in cui blindati e barriere diventano protagonisti, magari dovremmo ripensare non solo alle strutture, ma allo spirito di Roma. Una città che, da sempre, ha saputo attrarre e sorprendere, senza barriere tra le persone.

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