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Cronaca

Giorno della Memoria: la protesta bloccata dalla Digos che ha sorpreso il collettivo di Segni al Righi

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Un appuntamento particolare

La Giornata della Memoria ha preso una piega inaspettata al liceo Righi, dove il noto rabbino Di Segni è stato scortato dalla Digos. Un evento che, sotto l’apparente calma delle celebrazioni, ha rivelato un clima di tensione palpabile e qualche malumore tra i presenti.

Voce dissenziente

Nonostante il significato profondo della giornata, un collettivo di studenti ha tentato di far sentire la propria voce. Il messaggio? “I complici del genocidio non li vogliamo”. Una dichiarazione forte, esplicita, che ha suscitato attenzione e qualche interrogativo. Perché la necessità di una protesta durante un momento che dovrebbe essere dedicato alla riflessione? La risposta sembra risiedere in un contesto più ampio di rivendicazione di diritti e giustizia.

Proteste sotto lo striscione della memoria

La presenza delle forze dell’ordine non ha fatto altro che accrescere la curiosità. Una contraddizione che ha strappato ogni possibilità di dialogo a un evento che si sarebbe dovuto chiudere nel silenzio rispettoso della memoria. Gli organizzatori hanno accusato le autorità di aver soffocato una legittima espressione di dissenso. Del resto, in un periodo segnato da conflitti e divisioni, il conflitto di ideali sembra avere la meglio su ogni celebrazione.

Il fatto che una giornata commemorativa possa trasformarsi in un palcoscenico di contrasti fa riflettere. Le memorie sono vive, e spesso portano con sé eco di battaglie ancora in corso. In questo scenario, i confini tra celebrazione e protesta si sfumano, offrendo spunti di riflessione sul valore della memoria stessa.

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