29 militanti CasaPound prosciolti per saluto romano: polemiche su libertà e sicurezza pubblica

29 militanti CasaPound prosciolti per saluto romano: polemiche su libertà e sicurezza pubblica

Il Saluto Romano ad Acca Larentia: Quando i Simboli del Passato Oscurano i Problemi del Presente a Roma

Come romano doc, nato e cresciuto tra le strade dissestate di un quartiere periferico, mi sveglio ogni mattina con la rabbia che sale per le buche che inghiottono le ruote della mia auto, i rifiuti che invadono i marciapiedi e i parchi ridotti a terra bruciata. E poi leggo notizie come quella dell’assoluzione di 29 militanti per il saluto romano ad Acca Larentia nel 2024, e mi chiedo: ma davvero questo è il fronte su cui stiamo combattendo? Non per attaccare la sentenza in sé, che è una questione legale, ma per gridare alto e forte quanto i romani si sentano trascurati da un’amministrazione che pare più intenta a navigare le acque turbolente della storia che a riparare le falle della nostra città quotidiana.

Per chi se lo fosse perso, la notizia arriva dritta da Acca Larentia, un angolo di Roma che porta con sé echi del passato fascista. I 29 militanti sono stati prosciolti dall’accusa di apologia di fascismo per quel saluto romano, con la sentenza che ha decretato non esserci elementi di reato. Intanto, l’Anpi – l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ha annunciato che impugnerà la decisione in Procura, sostenendo che simili gesti non possono passare inosservati in una città come Roma, custode di una memoria storica così delicata. È un fatto che, sulla carta, riguarda la giustizia e la libertà di espressione, ma per molti di noi romani è l’ennesimo segnale che le priorità sono capovolte.

Molti cittadini lamentano che mentre dibattiamo su saluti e simboli del secolo scorso, le nostre strade rimangono un labirinto di incuria. Prendete i quartieri come Tor Bella Monaca o Corviale: qui, il degrado urbano non è una notizia, è la norma. Basti pensare alle scuole con tetti che cadono a pezzi o ai trasporti pubblici che, tra ritardi e guasti, ci fanno perdere ore preziose della nostra vita. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale sia troppo distratta da controversie storiche o da eventi simbolici per occuparsi di ciò che davvero conta: la qualità della vita quotidiana. In tanti si chiedono se le priorità politiche siano corrette, quando fondi e risorse sembrano andare verso grandi opere che non risolvono i problemi reali, lasciando indietro chi vive nei rioni più abbandonati.

Critichiamo non le persone coinvolte in questi eventi, ma le scelte politiche che permettono a Roma di scivolare sempre più nel caos. Perché, ad esempio, non si investe di più in programmi di educazione civica e di recupero urbano che potrebbero prevenire gesti divisivi come quello ad Acca Larentia, invece di lasciar marcire interi quartieri? I romani, da anni, si sentono ignorati: le petizioni per pulire le aree verdi o per migliorare l’illuminazione pubblica raccolgono migliaia di firme, ma finiscono nei cassetti della burocrazia. È un malcontento civico che cresce, alimentato dal senso di abbandono. Quante volte ho sentito i miei vicini lamentarsi al bar, dicendo: “Se l’amministrazione non pensa a noi, chi lo farà?” E intanto, i servizi carenti – dall’acqua potabile ai centri sportivi – continuano a deteriorarsi, trasformando la Città Eterna in un relitto del suo splendore passato.

Questa assoluzione, dunque, non è solo un capitolo giudiziario; è un specchio di come Roma stia perdendo la sua anima. In un contesto dove il turismo e le grandi manifestazioni assorbono l’attenzione, i cittadini comuni – quelli che pagano le tasse e sopportano il peso del quotidiano – rimangono in secondo piano. È tempo di cambiare rotta: molti romani si interrogano se non sia arrivato il momento di rivedere le priorità, per restituire alla città quella vitalità che un tempo la rendeva unica. Io, come tanti, invito tutti voi a riflettere e a unirsi al dibattito: cosa vogliamo per Roma? Un futuro di memoria viva o una città che affoga nei suoi problemi irrisolti? Facciamo sentire la nostra voce, perché Roma è nostra, e merita molto di più.

Fonte

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