Ancora una tragedia nell’Aniene: Roma merita di più dall’amministrazione comunale
Come romano che ha camminato per queste strade per decenni, non posso fare a meno di sentire un peso nel cuore ogni volta che una notizia come questa arriva. Alessandro Giannetti, un giovane di 31 anni scomparso da Tivoli, ha lasciato la sua auto nel fiume Aniene, e ora i vigili del fuoco stanno valutando se riprendere le operazioni di recupero domani. È un’altra storia di dolore che ci colpisce da vicino, un promemoria brutale di quanto la nostra città stia scivolando nel caos. Non è solo un incidente isolato; è il simbolo di una Roma trascurata, dove i cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni che dovrebbero proteggerci.
Per chi non segue i dettagli, la vicenda è questa: Alessandro Giannetti è scomparso nei giorni scorsi, e la sua auto è stata trovata sommersa nelle acque dell’Aniene. I vigili del fuoco hanno interrotto le ricerche per ragioni di sicurezza, ma potrebbero riprendere domani, come riportato dai media locali. Tivoli, un quartiere che fa parte del tessuto urbano di Roma, è noto per i suoi paesaggi naturali, ma anche per i pericoli nascosti in fiumi come l’Aniene, spesso gonfiati da piogge improvvise o trascurati per mancanza di manutenzione. Molti cittadini lamentano che queste aree, vicine alla capitale, siano rimaste per troppo tempo un punto cieco per l’amministrazione, con risorse allocate altrove invece che alla protezione dei nostri spazi pubblici.
Ma andiamo oltre i fatti: come cittadino, mi domando se questa tragedia non sia il risultato di scelte politiche sbagliate. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale abbia perso di vista le priorità reali. Mentre spendiamo milioni per eventi turistici o progetti di facciata, i nostri fiumi e i nostri quartieri periferici continuano a degradarsi. Pensateci: l’Aniene è un corso d’acqua che scorre vicino a zone abitate, eppure quante volte abbiamo visto segnalazioni di erbacce, rifiuti e pericoli non gestiti? Molti residenti di Tivoli e dintorni si chiedono se le priorità siano corrette, quando fondi che potrebbero servire per sorveglianza e pulizia vengono dirottati su altre direzioni. Non sto accusando nessuno specificamente, ma è innegabile che il degrado urbano stia peggiorando, con strade dissestate, illuminazione scarsa e servizi di emergenza spesso in ritardo. In tanti si lamentano che Roma, una volta la città eterna, ora sembri un labirinto di zone trascurate, dove un’uscita serale può trasformarsi in un incubo.
Parlando con la gente nei bar o sui social, sento storie che spezzano il cuore. Una madre di quartiere mi ha raccontato di come suo figlio eviti di passeggiare vicino al fiume per paura di incidenti simili, mentre un anziano pensionato ricorda quando l’Aniene era sorvegliato e pulito. Questi racconti non sono isolati; rappresentano il malcontento diffuso tra i romani, che si sentono trascurati da un’amministrazione che pare più interessata a risolvere crisi mediatiche che a prevenire tragedie reali. Critichiamo le scelte politiche non per rabbia cieca, ma per un senso civico: perché non investiamo di più in programmi di sicurezza fluviale o in manutenzione urbana? Se le risorse fossero state allocate meglio, forse eventi come la scomparsa di Alessandro potrebbero essere evitati. È frustrante vedere quartieri come Tivoli, con il loro potenziale storico e naturale, ridotti a luoghi di pericolo per mancanza di visione a lungo termine.
E non dimentichiamo il contesto più ampio: Roma è una città di contrasti, dove il centro brilla per i turisti, ma le periferie languono. Molti cittadini si interrogano se sia giusto continuare così, con servizi carenti che colpiscoono proprio chi ne ha più bisogno. Non è solo una questione di fondi; è di priorità. In tanti si chiedono se l’amministrazione non stia ignorando le basi, come la sicurezza dei cittadini, a favore di progetti che non migliorano la vita quotidiana. Questa tragedia sull’Aniene ci chiama a riflettere: quanti altri Alessandro dovranno scomparire prima che cambino le cose?
In chiusura, invito tutti i romani a unirsi a me in questo dibattito. Condividete le vostre storie, fate sentire la vostra voce: è tempo che l’amministrazione comunale si svegli e metta al centro le persone. Roma non è solo monumenti e turisti; è fatta di noi, dei nostri fiumi, delle nostre vite. Solo unendo le forze possiamo spingere per un cambio reale, perché una città che trascura i suoi cittadini è destinata a perdere la sua anima. Facciamo in modo che la storia di Alessandro non sia vana.